Radiofreccia

2008-10-12

Stasera no, non avevo voglia di lavorare. Mi sentivo malinconica. Avevo bisogno di qualcosa del mio passato.
Ho cazzeggiato tra i miei dvd, e ho capito che avevo bisogno di una cosa ben precisa. Radiofreccia.
Un film di Ligabue, di dieci anni fa, con uno sconosciuto Stefano Accorsi, che da lì in poi è andato quasi peggiorando.
Ne avevo bisogno, perchè è uno di quei film che ti apre dentro, e che ti fa guardare le cose da dentro un bar di Correggio, o da dietro un maggiolino, o tra due fuochi di auto in mezzo ad un campo.
Adoro Guccini, che nel film è un barista con la battuta sempre pronta… Come quello vero, di Guccini.
Nel film si parla di libertà, di sogni, della classe operaia, della droga.
Questo film, poi, mi ricorda una parte importante della mia vita, disordinata, priva di punti di riferimento.
Avevo preso una deriva strana… Non necessariamente negativa, o pericolosa. Strana.
Quella deriva che prendi quando non sai bene chi sei, quando ti fai delle domande, quando non hai un equilibrio interno ed esterno.
Radiofreccia, il film, mi ha aiutato molto. Ho ascoltato la canzone Radiofreccia per centinaia di volte. Bravo, Luciano.

Buonanotte a tutti.

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