Madrid
Adoro Madrid.
Ho la grandissima, incredibile fortuna di parlare bene inglese, e spagnolo.
Parlo di fortuna, e non di merito, perchè ad essere onesta non è stata una scelta mia, ma mi sono trovata in mezzo a situazioni, e stimoli, che mi hanno portato ad impararle.
Una mia zia (non proprio zia, ma una parente che chiamo zia) mi ha “tenuto” per qualche mese, quando ero adoloscente… E questa zia aveva origini spagnole, e insegnava inglese. Che culo, due piccioni con una fava :)
Tutto questo mi viene in mente in un momento non proprio tipico: sto lavorando.
Conosco bene Madrid, e cerco di rimanerci qualche settimana ogni anno, soprattutto in questo periodo pre-natalizio. La Navidad, come la chiamano loro. Tra poco arriveranno le luci, e i madrilegni inizieranno a comprare, a sorridere ancora di più, immersi in un turbine consumistico che ancora si aggrappa ad un passato povero, poi di sussistenza, poi di prosperità, ma spesso ricco di speranza e di abbracci, di amicizia e di prospettive.
Mi sento strana, questa volta. Non è la prima volta che lavoro qui a Madrid, ma è la prima volta che lo faccio riuscendo a pensare a tutt’altro.
Lui è un uomo sui quaranta anni, bruttino, basso, ma con un membro piuttosto grande, e bello.
L’ho incontrato in un albergo, è tedesco, è qui per lavoro, e aveva soldi in abbondanza per divertirsi. Se non fosse per i rischi correlati, gli alberghi sarebbero perfetti per lavorare: i viaggiatori hanno quasi sempre i soldi per pagarti, e la voglia di passare una serata diversa.
Siamo in camera sua, lui è in piedi, io in ginocchio di fronte a lui. Ogni tanto mi guardo allo specchio, che è vicinissimo al mio viso. E’ da quasi mezz’ora che siamo qui, l’ho dapprima spogliato lentamente, poi massaggiato, poi glielo ho preso in bocca e ho continuato a leccare, succhiare, muovere, a ritmi diversi, e mugolando di piacere come spesso piace agli uomini.
Sembra padrone di sè, sembra sapere esattamente come controllare la sua eiaculazione, la sua eccitazione. Per tutto il tempo il suo membro è rimasto turgido, eretto, maestoso, e dopo i primi minuti ho dimenticato il forte odore di sudore e ammonio che lo accompagnava. Quando “esegui” una fellatio (come sono delicata, oggi, con le parole), salivi molto, e quella saliva uniforma i sapori in breve tempo. Passata la prima reazione di disgusto che si ha quando si “esegue” l’operazione su un membro maschile puzzolente, poi l’odore e il sapore spariscono, per essere quasi subito sostituiti da una strana, quasi piacevole, sensazione di bagnato e appiccicoso.
Quando ho uno specchio a disposizione, cerco di giocare molto con la saliva, creando con la lingua, le labbra e la pelle dei sottili fili appiccicosi che poi mi trascino addosso, faccio colare sul mio corpo, e riprendo in bocca per impastarli di nuovo. Tra me e me lo chiamo “fare la ragnatela”, e agli uomini fa impazzire.
Quando sento di avere molto liquido in bocca, un misto tra la mia saliva e il lubrificante che il membro maschile secerne quando è eccitato, mi ereggo sulle ginocchia, con la bocca sopra al membro, guardo il mio cliente a labbra serrate, e poi apro la bocca e faccio colare questo impasto sul suo membro, per poi riprenderlo in bocca simulando una grande eccitazione e voglia di succhiarlo.
Spesso non riesco a ripetere questo gioco due volte con la stessa persona, perchè li faccio venire prima. E’ una cosa che funziona alla grande quando i clienti sono due, o tre, e scambi i loro liquidi da un membro all’altro. Li fa impazzire, si sentono padroni, si sentono potenti, soprattutto perchè li illudi di avere una grande necessità dei loro membri e dei loro liquidi. Lo stesso vale per l’eiaculazione: un uomo gode di più quando ha l’impressione che la donna desideri succhiare, bere, ingoiare tutto il suo liquido, e allo stesso tempo esserne inondata.
Il trucco è non farli venire subito, ma titubare, temporeggiare per almeno qualche minuto, perchè poi la quantità di liquido eiaculato aumenta considerevolmente, unito forse al liquido lubrificante.
Persa in queste considerazioni, torno al presente, dove il mio cliente tedesco non ha resistito, e mi ha schizzato addosso: i miei capezzoli e i miei seni sono cosparsi di caldo liquido semi trasparente, e il suo enorme membro si sta lentamente abbassando. Prendo dei fazzoletti, lasciati a lato, mi ripulisco velocemente, mentre lui si reca al bagno, e mi rivesto.
Dopo qualche minuto sono già fuori, con i miei soldi in tasca, e un’altro cliente sulla lista.
Torno a casa allungando il giro, adoro passeggiare per Madrid di notte. Guardo le vetrine, ascolto le persone, osservo, annuso. E penso.
Quando sono in una città straniera, penso. Quando sono a Madrid, che pure non considero straniera, penso in maniera diversa. Forse mi sento più serena. Forse, più forte.
Ho deciso, rimarrò qui per qualche giorno. Mia zia non c’è, ma alloggio nel suo appartamento, il che è comodo perchè limita le spese.
Leggerò qualche libro, rivedrò qualche amico. Studierò un po’, forse, non so bene cosa.
Mi sento bene. Cammino eretta. Venire qui mi ha fatto bene.
Baci, a presto.