Tradimenti
Era una delle prime volte che “lavoravo”.
Non avevo ancora capito una cosa fondamentale del mio tipo di lavoro, necessaria se vuoi mantenere l’anonimato e difenderti dai pericoli: porta il tuo cliente in un posto appartato il prima possibile, fai quello che devi fare, e vattene pochi secondi dopo il suo orgasmo.
Io invece facevo conversazione anche dopo.
Pochi minuti, certo, ma minuti pericolosi, che potevano diventare troppi. Una volta, dopo un lavoretto ad un ferroviere di mezz’età, attesi troppo, e rimediai uno schiaffo, poi un altro schiaffo, e poi riuscii in qualche modo a scappare. E’ lunga da raccontare adesso… Ma ci siamo capiti.
Perchè vi dico tutto questo? Perchè mi è tornato in mente Luca.
Incontrai Luca ad Arezzo, in un locale che non voglio precisare.
Vestito bene, elegante, mi offre due drink al bar, e si mette a conversare abilmente. Ha fascino. Dopo qualche minuto arriviamo al punto: lui ha voglia, e ha pure una mezza idea del tipo di lavoro nel quale sono coinvolta.
Cento euro, chiedo.
Accetta, mi porge gentilmente una banconota verde, e ci appartiamo nel giardino del locale. Era estate, e fuori si stava benissimo.
Mi calo di fronte a lui, lo accarezzo lentamente, lo spoglio piano piano, comincio a leccargli la pelle intorno al suo membro, tenendomi ancora a distanza. Infilo la lingua nell’ombelico, glielo bagno, stringo le sue natiche con forza, scendo di nuovo con la lingua, intorno al suo pene.
Si irrigidisce, e sfoggia uno dei membri maschili più belli che io abbia mai visto. Curatissimo, enorme, robusto, simmetrico, perfetto, come il suo fisico da palestrato. Luca è un bel ragazzo, ha un fisico splendido, ci sa fare. In queste situazioni mi chiedo: perchè ha bisogno di pagare? Non potrebbe averne a dozzine, gratis?
Continuo il mio lavoro, e comincio a fare sul serio, prendendolo finalmente in bocca e iniziando poi la mia danza. Luca si fa trascinare, docile, quasi dolce e delicato. Sussurra qualche parola carina, diversa dalle solite volgarità che i clienti sfoggiano in queste situazioni.
Penso a Luca, al perchè. Perchè mi paghi? Perchè preferisci una professionista, al piacere di sedurre una donna e fare l’amore con lei perchè ti vuole? Perchè pagare?
Riesco a tirare fuori un profilattico alla fragola, glielo metto, continuo il mio lavoro. Luca viene, un orgasmo lunghissimo, silenzioso ma pieno di energia. Si contorce, chiude gli occhi, guarda in alto e io non riesco più a vedergli il viso. I muscoli contratti del suo addome, nella penombra del giardino, sono affascinanti.
Al culmine della gioia, allunga una mano e la appoggia sulla mia guancia. Il suo respiro fuoriesce, affannoso, muto, in evidente rallentamento. Ha avuto un orgasmo bellissimo, e io per la prima volta mi sono sentita dignitosa, rispettata, accettata. Quasi amata, oserei dire.
Penso a Fabrizio De Andrè, e le sue canzoni così vere, così toccanti, che parlavano di prostitute come fossero persone, e della mia professione come fosse naturale; degli anni sessanta; di Genova. Ora è diverso, e il messaggio non è passato. La gente non ti capisce, Fabrizio.
Luca mi guarda di nuovo, mentre lo ripulisco affettuosamente. Mi dice che è stato bellissimo. Poi, inaspettato come un macigno, mi chiede: “Secondo te ho tradito?”
Eh no, Luca, non puoi usare questi colpi bassi. Tradimento, tradimento… Cosa è, alla fine, il tradimento? Nemmeno noi lo sappiamo definire. E’ un atto? E’ un pensiero?
Sono convinta che, col pensiero, tradiamo tutti un po’ ogni giorno. Quando ero fidanzata, qualche anno fa, mi era capitato di veder passare un altro ragazzo, e desiderare con tutto il mio corpo di portarmelo a letto. Si, non è una prerogativa di voi uomini, questa: anche noi donne abbiamo questi desideri animaleschi. Non pensiamo solo ai fiori, agli anelli, alle cenette romantiche, alla borsa di Vuitton: pensiamo anche ad una bella, sana scopata con un bel fico.
Ma allora, cosa è il tradimento? Io miei pensieri erotici non li consideravo tradimento. Semmai, sentivo di tradire col mio corpo, e infatti, lo ammetto, quel famoso ragazzo di cui accennavo prima lo ho incontrato, ci ho parlato, ci ho bevuto insieme qualcosa di forte, e poi ci ho passato una notte di sesso incredibile, alla faccia di quei poveri cornuti dei nostri rispettivi partner. Non lo dissi mai, al mio ex. Lo tenni per me. Quello sì, era tradimento. Ho sbagliato, lo ammetto. Come tanti, del resto.
Il tradimento ha origini biologiche, genetiche: quando qualcuno ti tradisce, aumentano le probabilità che quel qualcuno rimarrà legato al nuovo partner, e quindi le risorse che questa persona ha a disposizione verranno “disperse” su più fronti, con prole di partner diversi. La nostra società, poi, ha costruito una infrastruttura culturale e religiosa che influenza la vita di coppia, l’accoppiamento, e che determina buona parte di ciò che pensiamo del tradimento. Il mix di biologia e cultura porta a quello che siamo oggi, e a come vediamo il tradimento.
Ciò non toglie che le nostre emozioni, le nostre sensazioni sembrano più vere che mai, indipendentemente da quale ne sia l’origine.
Essere traditi è duro, specie la prima volta, e specie se non abbiamo una grande fiducia in noi stessi. Credo anche che il tradimento faccia parte dell’ordine naturale delle cose, siamo in fondo animali che cercano di sopravvivere e proliferare al meglio che possiamo.
Invidio quelle persone che riescono ad essere coerenti con le loro scelte, ed evitare i tradimenti anche quando ne hanno la possibilità. Sono poche, direi. Ho visto, ascoltato, subito e causato tradimenti in grande quantità, nella mia piccola vita. Se mi chiedete cosa penso, penso che molti di noi siano cornuti senza saperlo, altri lo siano accettandolo, e che anche molti figli siano illegittimi, senza saperlo.
Ricordo di aver letto un blog, che prendeva spunto dal libro Freakonomics (mi pare), in cui si parlava di alcune statistiche sui figli illegittimi. Erano altissime, del tipo uno ogni cinque. Incredibile, vero?
Forse è il caso di rendersi conto che le persone non sono perfette, che le persone tradiscono, e che a volte sia necessario ingoiare il rospo e andare avanti. Non credo nell’amore perfetto, non credo nel principe azzurro, credo invece che il principe sia azzurro per qualche tempo, e poi chissà. Le coppie, i rapporti si evolvono, cambiano, diventano splendidi e solidi, o si rovinano, o navigano a metà, senza scegliere una sponda precisa.
E Luca mi chiede se questo è tradimento. Per come la vedo io, è stato solo un appagamento sessuale. Se fossi la sua lei, non avrei di certo gradito… Ma sarebbe stato molto peggio scoprire una sua storia con un’altra ragazza. Una storia con i sentimenti di mezzo, non soltanto una scopata e via.
Che strani, questi ricordi. Affiorano, si sparpagliano nella stanza, sui tasti del mio computer, si riaffacciano candidi o incazzati, e quando meno te lo aspetti spariscono di nuovo. E a volte dimentichi che si trattava di un cliente, e lo scambi per qualcosa di personale. E ti accorgi che non c’è grande differenza.
Se vi tradiscono, siate forti: c’è di peggio nella vita.
Un bacio.