Cazzo, pisello, membro, fallo

2008-11-03

Cazzo è volgare.
Pisello è naive. O anche da vegetariani.
Membro è educato ma conformista.
Fallo è troppo calcistico, per i miei gusti.

Pene è da manuale di medicina.
Pipino è da adolescenti.
Biscione è da teenagers pippaioli.
La bestia è da minidotati che cercano di contenere i danni.
Salame è da toscani, sempre alle prese con il cibo e il maiale.
Pendolo è da superdotati.
Anguilla è da veneziani.
Minchia lo usano così tanto i milanesi come intercalare, che secondo me nemmeno si ricordano cosa significhi.
Scorticatore è da teledipendenti un po’ sadico-masochisti.

Insomma, come lo chiamiamo?

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7 comments

  1. Sventrapapere? NO troppo brutto
    Fustella? Si ma da l’idea di uno un po troppo lungo è fino
    Pertecara? Si ma mi sa che è un pò marchigiano o si dice in qualche altra parte d’Italia?
    Fungone? Wow questo è quasi chic
    Pennellone? idem La bestia
    Se me ne vengono altri ti faccio sapere. Ma quanti nomi ci sono per dire organo genitale maschile (mi sa che ne ho appena detto un altro). Un giorno però dovrai fare un post con i nomi dell’organo genitale femminile. Anche li ci sarà da sbizzarrirsi.

    Zart, November 3, 2008
  2. …Uccello…

    Il modo migliore per chiamarlo

    Marcio, November 3, 2008
  3. Altre denominazioni

    Ci sono numerose altre denominazioni dialettali, colloquiali, familiari o volgari che indicano l’organo genitale maschile.
    Inoltre, i termini presenti nella letteratura italiana.

    A

    Abbacchio; Acello; Adamo; Affare (Volponi, Landolfi); Aggeggio; Ago (Berni), Agucchione; Aguzzapaperi; Alabarda; Alberello; Albero della cuccagna; Albero (della nave); Alosio; Alzabandiera (si riferisce più propriamente all’erezione mattutina o semplicemente all’erezione); Amendola; Ammennicolo; Ammostatoio; Amo; Anaconda; Anghilla (genovese); Anguilla; Antenna (Aretino); Archibugio; Archetto (Aretino); Arco; Arcolaio; Argomento (Aretino); Ariete; Arma (Belli); Armando; Arnese (Redi); Arpione (Aretino); Articolo per signora; Asciugamano delle serve; Asperge (Belli); Asso; Asso di bastoni (Napoli), Asso di mazze (Ragusa); Asta (Belli); Attaccapanni; Attrezzo (Belli); Augello; Avvoltoio; Azzittamonache;

    B

    Babà; Babbacammello; Babblione; Bacchetta, Bacchetta magica (Busi), Bacchettone (Aretino); Bacchioloscopio; Bachiono; Baciocco (Busi); Badile; Badurlo; Bagara (trapanese); Bagiano; Bagigio; Baldassarre; Balestra (Aretino), Balestro (Aretino); Banana, Bananna (genovese), Bananone; Bandolo; Baobab; Barbagianni; Barca, Barchetta; Baricordi; Barile; Barracuda; Bartolo; Barzo, Barzotto; Basano; Bastone (Pasolini, Maraini); Batacchio (Brancati); Batanga; Batocco (Belli); Battaglio (Aretino); Battagliùn (calabrese); Battifolle; Battitoio (Aretino); Battocchio (Fenoglio); Bau; Bazzo; Bazzuca; Becca; Bega; Belàn, Belin, Belino (ligure); Bello; Benbenbigolo; Benigno (periferia di Catania); Bernocchia; Berretta; Bestia; Bianco (moneta); Biberone; Bicchiere; Bicchio; Bicio (veneto); Bietta; Biff; Bigatto; Big Bamboo; Big Bang; Bighe; Bignamone; Bigol, Bigolo, Bìgul (lombardo e friulano); Billo; Bimbin (triestino); Bindolùn (piemontese); Birello; Biri (Nord Italia); Birillo; Birimbobirambo; Bischero (toscano); Biscia e varianti; Biscotto e varianti; Bisdiffo; Bitti; Blekedeker; Bocchettone; Bolzone; Bompresso (D’Annunzio); Bora (milanese); Bordone (Poliziano); Branda, Brando; Branzino; Brittola; Brocca; Brufolo; Brustolone; Bruzzo; Buratto; Bure; Busceddu;

    C

    C… (Parini, Fenoglio); Ca’ (Aretino); Cacchio (il “cacchio” è il germoglio di una pianta, il termine è usato come eufemismo al posto di cazzo); Cagnolu (catanzarese); Calandra; Calomba; Camato; Canäio (genovese); Canaletto (Belli); Candela, Candelotto; Canna; Canna d’organo; Cannella (Belli); Cannello (genovese; Cannetta (genovese; Cannocchiale (Belli); Cannone (Maraini); Cannuccio; Cantabrûnn-a (genovese; Caparra (Giovanni Sercambi); Capitano; Capitone senz’e recchie (napoletano); Cappello; Carottua (genovese; Casso (genovese; Catapulta; Catenaccio (Aretino, Belli); Cavicchio (Belli); Caviglia (Boccaccio, Aretino); Caviglio; Cavola (Belli); Cazul (piemontese); Cazza; Cazzuola; Cece (denominazione dialettale paganese); Cedda (catanese); Cefalo sguarramazzo (napoletano); Cella (abruzzese e marchigiano), Cello (centro-marchigiano); Cembalo; Cerchio (della botte); Cero (Ifigonia); Cetriolo; Chiave (Poliziano, Aretino); Chiave di bemolle; Chiavetta; Chiavistello (Aretino, Belli); Chiccadroxia o Chichillitta (cagliaritano indica il pene dei bambini); Chigno; Chillitone (cagliaritano indica un pene grande); Chiodo (Aretino, Luigi Settembrini); Ciaramedda o Ciaramita (messinese); Ciaramella; Ciavarello; Cicciallegra; Ciccio (veneto); Cicciollo (genovese; Cicella (riferito al membro dei bambini delle dimensioni di un piccolo legume); Cicia, Cicione (Ragusa; Ciciniello (in napoletano è il pesciolino appena nato, quindi indica un pene piccolo); Ciddone (foggiano e andriese); Cidduzza (catanese, usato per indicare il membro dei bambini o in tono di sfottò un uomo con un pene piccolo); Cillone; Cincio; Cinquina (moneta); Ciocca (da ciocco di legno); Ciòla (barese), Ciolla e varianti (Reggio Calabria e Ragusa); Cioncia (crotonese); Cioppa; Ciota (Nicotera, Crotone, Savona, e Sicilia); Cippa (da “ceppo”, anche “ceppa”); Ciuccio; Ciufello (abruzzese); Clarinetto (Arbore); Clava (Busi); Clistere; Coa (bassanese); Coda (bellunese); Coltello (Aretino); Coltrone; Comarello (“cetriolo”); Corda, Cordone (Aretino); Cornamusa (Pulci); Correggia; Cosa (Boccaccio, Aretino), Cosa penetrativa, Coso (Belli), Cosetta, Cosone (Busi); Cotale (Pulci, Aretino, Monti); Cràzia (moneta); Creapopoli (Empoli), Creapopolo (Gallarate quasi totalmente in disuso); Crescinmano; Cric (Busi); Cristeo (Aretino); Cucco; Cumpàgne mije (campano, “il mio amico”); Cuneo; Cupolone (romanesco);

    D

    Dado; Daga (Busi); Dami (toscano); Dardo (D’Annunzio, Gozzano); Denaro; Dentale; Dodda (Sardo dorgalese); Dindolino; Dondolo (Pulci), Dondolino; Doppione (moneta);

    E

    Egli; Erpice (Aretino); Esso; Estensibile;

    F

    Faccenda (Ariosto, Aretino); Fagiano; Fagotto (Gadda); Falce (Marino); Fallo; Farsetto (Boccaccio); Fava; Ferri (Aretino), Ferro; Fiasco, Fiascone; Filtro da sigaretta (Busi); Finferlo (veneto); Fiocchettin; Fiorino (moneta); First; Fischio; Flagello (Aretino); Flamberga; Flauto (D’Annunzio); Flauto del mulattiere (Aretino); Flauto di carne; Flauto di pelle; Forma; Fornimento (Aretino); Fracurrado; Francese (moneta); Fratello, Fratellino (dipende dalle dimensioni); Fratimo (salentino); Frat’ma Giorg’ (“mio fratello Giorgio”, calabrese); Fravaglio (napoletano); Fraone, Fravone (napoletano, intende principalmente il “glande”); Freccia (Aretino); Fringuello; Frombola; Frugatoio (Aretino); Frusto (Poliziano); Fucile (Maraini); Funchia, Funghetto, Fungia; Fusbana; Fuscina (Francesco Berni); Fuso (Aretino, (Belli);

    G

    Gabellotto (moneta); Gelato; Gemello siamese; Ghiera (Francesco Berni); Giannettone (Aretino); Gigio; Gingillo; Gio; Gioiello; Giuppone; Gomarello (“cetriolo”); Gommone; Granata; Grattapugia (Lorenzo de’ Medici); Grattugia; Grillo; Grosso (moneta); Gruengo (tarantino);

    H

    Hot dog;

    I

    Incursore calvo; Immane dardo; Infundibolo (Alberto Arbasino); Insegna; Irtam (nome originario della cultura sannita);

    K

    K (Aretino, Fenoglio);

    L

    La; Lancia (Aretino), Lanciotto (Aretino); Largo di camera (moneta); Legnetto (Boccaccio), Legno; Lo (Aretino, Pasolini); Liben (milanese); Lilli, Lillo (fiorentino); Lima (Aretino); Linea (Matteo Bandello); Lucerna; Lucertolone; Luganega; Lui;

    CONTINUA..

    sergio, November 3, 2008
  4. Proverbi
    Il vecchio faro del porto di Napoli
    chiamato ” a lanterna d’o muolo ”

    Il termine ricorre in numerosi proverbi diffusi nelle diverse regioni d’Italia. In essi la salacità, una buona dose di humour ed un’attenta osservazione della quotidianità, si mescolano in un tutt’uno con la saggezza popolare.
    Si riportano alcuni di questi proverbi:

    * (napoletano) A ‘o cazzo, ‘o culo e ‘a fessa fanne felice ‘o stesso (per il soddisfacimento sessuale va bene sia il davanti che il di dietro. Detto quando non importa la scelta che si deve fare)

    * (campano) Cazze, cavalle e donne fanno chello che vonne (tre categorie di indisciplinati che non si possono tenere a freno)

    * (napoletano) Chiù leggera è ‘a fatica quanno se fa pe’ cazzi propri (quando si lavora per sé stessi non si accusa la fatica)

    * (napoletano) Ha pigliato ‘o cazzo p’a lanterna do muolo (ha preso i fischi per i fiaschi; oppure ha sopravvalutato la situazione)

    * (napoletano) Ha pigliato ‘o cazzo p’o buttigliell’e ‘ll’uoglie (ha preso fischi per fiaschi; variante del proverbio precedente)

    * (napoletano) L’ommo troppo sapute addeventa scassacazze e fesso (chi fa troppo il saccente diventa fastidioso e fa pure brutte figure)

    * (napoletano) Nu bello cazzo arrecrea ‘a figliola (una bella sorpresa fa sempre piacere)

    * (napoletano) O cazze nun vò sapè raggione (detto per giustificare l’eccessiva irruenza o passionalità di una persona molto intraprendente)

    * (napoletano) O cazze s’addrizze cu nu pare ‘e zizze (tante volte un epilogo o una conseguenza positiva vengono da sè)

    * (napoletano) O sole ammoscia ‘e fiche e tu m’ammusce ‘o cazze! (il sole fa appassire i fichi e tu mi fai scendere il cuore nelle calzette: detto a chi è veramente noioso)

    * (napoletano) Pe’ dispiette d’a mugliera s’è tagliato ‘o cazze (per chi, avendo preso una decisione riguardo ad una persona, infine ha danneggiato prima di tutto sé stesso)

    * (napoletano) Pure ‘o cazzo è piccerillo e po’ se fa gruosse (avere pazienza; lasciare che le cose si sviluppino da sè, col tempo)

    * (napoletano) Quann’o cazze è muscio, ‘a femmena nun t’o perdona (quando l’hai fatta grossa, non credere che non vi siano conseguenze per te)

    * (napoletano) Si stu culo tujo fosse nu Monte ‘e Pietà, me ‘mpegnarria ‘o cazzo e stracciasse ‘a cartella (grande complimento per un bel sedere: se il tuo culo fosse il banco dei pegni, mi impegnerei il cazzo e strapperei la cartella)

    * (napoletano) Stanne cumme a cazzo e culo (stanno affiatati, stanno molto bene insieme)

    * (veneto) El buso xé buso e el casso no ghà oci (detto a chi fa il difficile e si perde in inutili distinguo)

    * (genovese) Dove l’é passòu carne e osse, no ghe ciù belin ch’o no posse, Dove sono passate carne e ossa, non c’è più cazzo che non possa, cioè dopo il parto la donna non ha più problemi di misura del membro.

    * (genovese) O belin o l’è comme o speziä, o l’à bezeugno do mortä, Il cazzo è come il farmacista, ha bisogno del mortaio, cioè deve sfogare le sue esigenze sessuali.

    Ed infine – anche se non vi ricorre il termine – ecco come esso deve essere:

    * (altitalia) Non lungo che tocchi, non largo che otturi, ma duro che duri! (una vera lezione per chi si fa troppi pensieri sulle proprie dimensioni!)

    sergio, November 3, 2008
  5. Si chiama certamente Cazzo. Ha quella volgarità leggera del vissuto, la familiarità del quotidiano intercalare, la forza evocatrice della donna che quando usa questa parola nell’intimità la sottrae alla metafora per riempirla di denso significato…..sì….si chiama certamente cazzo.

    Redon, November 3, 2008
  6. sergio, sei una enciclopedia!

    unoalgiorno, November 3, 2008
  7. come dici tu.. per ogni dubbio c’è wikipedia.. magari riuscissi a tenere in testa tutte queste informazioni :-)

    sergio, November 3, 2008

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