Amsterdam e la prostituzione

2008-11-08

Sono stata spesso ad Amsterdam, che considero una delle città più belle d’Europa, ma allo stesso tempo uno di quei posti in cui bisogna stare con gli occhi aperti.

Ero molto curiosa di capire come funzionava la prostituzione, e anche io ingenuamente pensavo che per una come me, Amsterdam potesse essere il posto ideale. Avevo anche sentito parlare della Hanky Panky school, una specie di scuola per professioniste del sesso. Pensavo, chissà quanto sono avanti, ad Amsterdam.
Mi sbagliavo. Non di molto, ma mi sbagliavo.
Vi spiego perchè.

In ogni parte del mondo, la prostituzione è un business in mano a organizzazioni criminali. Il “mercato del sesso” è un mercato molto florido, perchè la “materia prima” ha un costo bassissimo, e il rendimento è molto elevato. Non sono una esperta di business, piani economici e simili, ma ci vuole poco a capire che si guadagna moltissimo quando si vende a tanto quello che si compra a poco.
Sono volutamente cinica in questa mia descrizione del problema, non certo perchè approvo certe cose, ma perchè voglio arrivare al punto senza troppi fronzoli o giri di parole.

Anche ad Amsterdam il mercato del sesso è un mercato florido, controllato da gente senza scrupoli. Se provi a mettere annunci sui giornali, se cerchi clienti, se provi a fare la “professionista” indipendente, come avevo cercato io di fare, prima o poi arriva qualcuno, ti spaventa per bene, e il giorno dopo sei già in treno con la coda tra le gambe, ringraziando di essere ancora viva e senza graffi.

In questi giorni si legge del Congo, e di come le donne stiano subendo terribili violenze sessuali. Migliaia di donne, ogni giorno, vengono stuprate dai soldati delle diverse milizie che cercano il controllo del territorio.
Le violenze sessuali, così come le mutilazioni, hanno lo scopo di mostrare forza, terrorizzare la popolazione per far sì che obbedisca docilmente a qualsiasi ordine.
Quando qualcuno violenta una donna, quella donna impara che nessuno può difenderla, e diventa una pecora, pronta ad obbedire al semplice sguardo di un cane pastore.
Soggiogata, senza difese, impaurita, umiliata, docile.

Gli stessi principi su cui si basano queste violenze, a livelli meno atroci, vengono applicati dai “trafficanti di sesso”.
Queste persone adescano giovani ragazze nei paesi poveri (nel caso di Amsterdam, molte provengono dall’est Europa, o dall’Africa del Nord), promettendo dei facili guadagni.
Le ragazze accettano, vengono trasportate lì e scoprono che le promesse non valgono più nulla, e che se vogliono evitare di essere picchiate, stuprate, o addirittura uccise, devono lavorare a ritmi forzati, rinunciando ad una grossa parte del guadagno. Inutile dire che si tratta di una vita terribile, senza prospettive.

Ci sono poi situazioni più “miti”, in cui i “trafficanti” controllano le prostitute in maniera meno disumana. In Italia ho visto alcune di queste situazioni, sempre inaccettabili, ma fortunatamente meno gravi di quanto non succeda altrove. Non illudiamoci: anche in Italia ci sono esempi terribili. Sto solo dicendo che non tutto è allo stesso livello, che esistono diversi livelli con problematiche diverse. Il concetto sottostante, tuttavia, è lo stesso: un mercato florido, che viene controllato con il terrore e la violenza.

Di chi è, la colpa? Dello stato, che non arresta questa gente? Dei clienti, che alimentano questo traffico coi loro soldi? Delle ragazze, che cercano un guadagno facile?
Onestamente, non lo so. Se fosse facile risolvere la situazione, qualcuno ci sarebbe riuscito. E invece no, non si risolve.

Io mi ritengo fortunata. E sì, anche intelligente, e vi spiego perchè. Prima, però, una doverosa premessa: sto inventando tutto, questo blog è una invenzione, questa “uno al giorno” è la creazione della mente (malata?) di un nerd brufoloso che non ha di meglio da fare. Quindi, ufficialmente, tutto questo non esiste. Consideratelo un romanzo e, se vi piace, continuate a leggere questa mia “invenzione”.

Squillo di trombe, rullo di tamburi, ecco svelati i segreti professionali di “Uno al giorno”.

Lavoro “poco”, nel senso che soddisfo in genere solo un cliente al giorno: questo mi da modo di scegliere con calma la mia “preda”, in base a dei parametri particolari.
Il mio cliente deve avere i soldi in contanti. Non deve essere troppo “repellente”. Deve avere l’aria di una persona sana, solitamente non fumatore, nè un pesante bevitore.
Deve sembrare “impreparato” ad una mia proposta. Il luogo in cui lo “servo” deve essere affollato, e deve essere facile per me chiedere aiuto. Nella borsetta, inoltre, porto sempre uno spray al pepe, che è un rimedio semplice ma molto efficace per salvarti da situazioni pericolose, perchè nessuno si aspetta una spruzzata di pepe negli occhi, e questa difesa ti dà tempo di fuggire e non farti più vedere. Prima di entrare in un locale, perlustro la zona per qualche minuto, e cerco di farmi una idea del tipo di gente che frequenta il posto. Spesso lavoro in bar notturni, club, o alberghi. Ogni tanto improvviso e lavoro di giorno, cercando di adescare professionisti nei loro uffici: avvocati, ingegneri, consulenti. L’idea, pensate un po’, mi venne guardando “il medico della mutua” con Alberto Sordi, in cui ad un certo punto una “signorina” lo visita nel suo studio e offre i suoi servigi a pagamento.
Non mi fermo mai troppo tempo nella stessa città.
Non metto annunci sui giornali.
Non offro nulla nel mio sito web.
Non sono rintracciabile, e nessuno può risalire a me. A volte ho accettato proposte specifiche, da una persona di cui mi fido, con clienti russi, o comunque stranieri. E’ stato un rischio enorme, ma mi ha permesso di guadagnare bene, e di potermi permettere una pausa lavorativa che in quei momenti desideravo tanto.
A parte quei casi, tuttavia, sono io che cerco i clienti, e che, con l’esperienza, ho imparato a scegliermi gente che in genere non mi crea problemi.
Giovani o meno giovani, in genere un po’ sprovveduti, quasi mai violenti.
Una volta lavorato in un posto specifico, non ci torno più: rischierei di trovare persone che sanno cosa faccio, e che vogliono crearmi problemi.
Il trucco principale per non cadere nelle mani dei “trafficanti” di cui sopra, è essere “invisibile” per loro. Toccata e fuga. Nessuna traccia.
Sembra incredibile, ma tengo un registro di tutti i posti in cui sono stata, di quanto ho guadagnato, e un breve commento di cosa è successo…
Anche se, come immaginate, le situazioni più incredibili me le ricordo tutte, benissimo.
Sembra quasi la trama di un film, vero? E invece è la vita di una persona altrimenti normale. Da piccola ero affascinata dai romanzi polizieschi, dai thriller, dai misteri. Da grande, ho imparato ad adorare quei film di spionaggio non esageratamente surreali. La serie di Bourne, per esempio (Bourne Identity, Supremacy, Ultimatum) è spettacolare. Sarà forse questa mia “passione” per lo spionaggio che mi ha portato ad inventarmi queste regole, per il mio lavoro. Non so se sono esagerate o meno, ma finora hanno funzionato bene e mi hanno salvato in diverse situazioni.
Questo è l’unico modo “sicuro” per me di lavorare. Non è un lavoro facile, non è un lavoro semplice. Di solito chiedo 150 euro, e pratico solo sesso orale. Spesso riesco a farlo con un preservativo, a volte sono costretta ad accettare un sesso orale senza protezioni. Faccio regolari controlli medici, e analisi del sangue. sono anche una donatrice periodica AVIS, e ci tengo ad invitarvi a fare altrettanto, perchè donando sangue riusciamo a salvare migliaia di vite ogni anno.
Ritengo di avere una “cultura” erotica: leggo libri sull’erotismo, leggo manuali “tecnici”, ho anche visitato alcune fiere “erotiche” in passato, e ho imparato molto. Il sesso, in realtà, è molto più una professione che non un passatempo. Molte persone sono “dilettanti” del sesso: credono di essere bravi a scopare perchè non si rendono davvero conto di quanto ci sarebbe da imparare.

Lo so cosa state pensando: il sesso è anche una delle cose più belle che succedono tra due persone che si vogliono bene. Concordo: credo anche che l’amore tra due persone possa battere qualsiasi tecnica, e regalare il piacere più assoluto. Ciò non toglie che, se vi piace fare sesso, non sarebbe davvero male imparare a farlo per bene. Ma tutto questo è difficile da trasmettere, da capire, da apprezzare.

Ora mettete tutto insieme: il lavoro preparatorio per trovare un cliente, la tecnica che adopero nella fellatio, i rischi sanitari, i rischi “naturali” (essere picchiata, violentata, derubata), lo studio di tecniche e pratiche per rendere migliore la mia prestazione; e aggiungete anche gli svantaggi, il dover sempre cambiare posto, e periodicamente cambiare città. La paura costante che possa succedere qualcosa di brutto. La mancanza di amici veri, presenti nella tua vita in maniera costante.
E ora ditemi se 150 euro sono un prezzo giusto, o meno, da pagare.

Mi hanno fatto sorridere certi commenti, in passato, di gente che si stupisce che esistano persone disposte a pagare 150 euro per un pompino.
Io non mi stupisco affatto: quante ragazze avete mai incontrato, nella vostra vita, che vi hanno proposto un pompino a 150 euro? Onestamente, credo che a nessuno dei miei clienti sia mai capitato. E’ una cosa rara, insolita, e forse per questo eccitante: e molti clienti apprezzano questo, ignorando ovviamente tutti i dettagli che vi ho elencato poc’anzi.
Altri, invece, che considerano il mio lavoro facile e ben retribuito: io onestamente penserei il contrario. Ma forse non tutti hanno ragionato sulle cose dette prima, e forse con queste informazioni aggiuntive, molti si ricrederanno.

Odio la prostituzione. Odio sapere che milioni di donne, nel mondo, soffrono, e che migliaia di trafficanti di sesso si arricchiscono sulla pelle degli altri.
Non mi considero una prostituta, in tal senso: preferisco definirmi una professionista. Non è facile, per gli altri, accettare questa definizione, lo so. Per me è così. Penso di guadagnarmi faticosamente ogni singolo euro.

Mi piacerebbe molto poter avere una vita diversa. Un lavoro normale, degli amici, poter scegliere il posto in cui vivere e fermarmi lì per almeno qualche anno. Fidanzarmi, sposarmi, avere figli.

Non è facile cambiare.
Non ho molte alternative: ho tentato, senza grandi successi, la strada della moda. Ho provato a studiare, ma per qualche motivo non riesco ad applicarmi abbastanza, ad essere costante. Sono irrequieta, e non credo di essere nella condizione ideale per studiare, e scegliermi una carriera.

In fondo, poi, c’è una cosa che mi piace di questo lavoro: scopri le persone. Le capisci davvero. A forza di cercare clienti, ora con uno sguardo riesco a sapere molte cose di chiunque. Non mi sbaglio mai. Ti guardo, e in pochi secondi so dirti chi sei. Sembra incredibile, ma è così. Il costante allenamento che ti porta a sviluppare una nuova capacità. So dirti chi spaccia droga in un locale. So dirti chi conosce bene il posto. Chi invece non è un frequentatore abituale. Chi ha paura, chi è triste, chi è solo, chi ha soldi in tasca. Chi è stronzo, chi è buono. Chi è intelligente, chi non lo è. Non chiedetemi come, ma io SO che riesco ad indovinare con una precisione disumana.

Ecco, questa qualità, questa abilità è una cosa importante, ed è un dono del mio lavoro. E’ qualcosa che mi ha aiutato, e mi aiuterà in futuro, a scegliere le persone con cui stare, e forse anche a scegliere la persona da amare… Ammesso che si possa scegliere. Sull’amore, ci sarebbe da parlare per giorni interi, ma a questo punto mi fermo qui. Ho detto tanto, e spero di avervi dato qualcosa di prezioso. Secondo me lo è.

Un bacio.

11 comments

  1. In Olanda, storicamente, la prostituzione in quanto tale non è mai stato punita penalmente. La prostituzione coatta o non volontaria è invece punita da sempre. Dal 1 Ottobre del 2000 sono stati eliminati dalla legislazione olandese il divieto di esercizio delle case e dei locali in cui si esercita la prostituzione e il divieto di lenocinio. Ciò significa che la proprietà, l’esercizio, la direzione di case o di locali dove si erogano prestazioni sessuali, in cui svolgono liberamente attività di lavoro persone dedite alla prostituzione di maggiore età, non risultano più vietati, purché il proprietario e/o l’amministratore sia in possesso di regolare licenza di esercizio concessa dalle autorità comunali e ottemperi alle condizioni previste dalle normative vigenti. Questo implica che i sex club, l’esercizio della prostituzione in locali dotati di vetrina, i club privati e le agenzie che offrono servizi di accompagnamento (escort) sono imprese legali a tutti gli effetti fintantoché si attengono alle norme e ai regolamenti in vigore all’interno del Comune in cui esse sono stabilite. Grazie a questa legalizzazione, i Paesi Bassi sono uno dei primi paesi al mondo i cui la prostituzione volontaria esercitata da persone maggiorenni viene formalmente considerata una forma di lavoro retribuito.

    Ora nonostante questa legislazione, l’ordinamento olandese prevede anche che vengano puniti anche i seguenti reati:
    • la prestazione coatta od obbligatoria di attività lavorative o di servizi;
    • la riduzione in schiavitù;
    • l’esercizio di pratiche assimilabili alla schiavitù o alla servitù;
    • il traffico di organi.

    Le pene previste sono:
    • fino 6 anni di reclusione (+ pagamento di un’ammenda):
    · per chi costringe un’altra persona a prostituirsi;
    · per chi induce alla prostituzione persone inferiori agli anni 18;
    · per chi recluta, trasporta o rapisce una persona per immetterla nel
    territorio di un altro Paese;
    · per chi trae profitto dalla prostituzione non volontaria e dalla
    prostituzione minorile;
    · per chi costringe un’altra persona a procurargli beneficio dei guadagni in
    denaro o delle altre utilità, che chi si prostituisce ottiene (cioè una
    prostituta non può essere privata del suo guadagno, che è regolarmente
    registrato)

    In presenza di aggravanti, le pene possono subire un aumento fino a 8-10 anni. Le aggravanti + ricorrenti sono: la minore età della vittima e il fatto che il reato è commesso da due o più persone.

    In caso di gravi lesioni personali o di pericolo di vita la pena aumenta fino a 12 anni, mentre in caso di morte o decesso la pena aumenta fino a 15 anni.

    Non sto a parlare dei vantaggi.. voglio solo dire che come in tutte le cose, ci possono essere delle deformazioni e persone corrette. L’unico caso che si è verificato in Olanda riguarda un quartiere a luci rosse di Eindhoven. La differenza è che in Olanda gli sfruttatori vengono presi e messi in galera, cosa che non accade in nessuna altra parte della terra e le prostitute come tutti i lavoratori hanno il loro sindacato, che si accolla tutte le spese per i processi nei confronti di tali persone.
    Inoltre, le donne straniere presenti illegalmente in Olanda, vittime della tratta e del commercio di persone, possono ottenere un permesso di soggiorno temporaneo per la durata del processo giudiziario contro la persona accusata del crimine. Questa disposizione offre accoglienza e protezione alle vittime e ai testimoni di questo reato; offre inoltre strutture e servizi di accoglienza, assistenza medica e supporto finanziario e legale. Inoltre, una volta conclusosi il processo, qualora le circostanze personali lo giustifichino, essi possono essere presi in considerazione per la concessione di un permesso di soggiorno permanente di natura umanitaria.
    In tal caso, possono usufruire di strutture e servizi, ad esempio, di accoglienza, assistenza medica e supporto finanziario e legale.
    Come ho detto le deformazioni in una società e nell’applicare una legge ci sono sempre, ma la legislazione olandese è quella che garantisce maggiore dignità a qualsiasi donna faccia tale attività.
    Il caso di Eindhoven è dovuto all’apertura delle frontiere ai paesi dell’Est e al fatto che la Costituzione Europea vieta ai paesi di impedire a un cittadino europeo di muoversi liberamente sul territorio (europeo). Molti comuni dell’Olanda hanno deciso di chiudere alcuni sex club (in particolare ad Eindhoven ed Amsterdam, dove il fenomeno si è manifestato di più), proprio per capire il fenomeno ed elaborare leggi che permettano di combattere lo sfruttamento delle donne provenienti da tali paesi (Romania, Ungheria, Bulgaria). Leggi che in parte già esistono, ma che devono essere rafforzate, dato che prima le donne di tali paesi prima di entrare in Olanda dovevano avere regolare permesso mentre ora non ne hanno più bisogno.
    L’Olanda rimane un paese da ammirare, perchè quando si verifica un problema blocca le attività, presta assistenza alle prostitute che in questo tempo non potranno eseguire la propria professione, e cerca soluzione prima che il problema diventi irrisolvibile. Inoltre in Olanda è stato possibile scoprire certi traffici, grazie proprio ai cittadini olandesi che per cultura ( a differenza di altri popoli ) non sono omertosi, ma capiscono che se un germe del genere prende piede nella propria società, non è un problema solo delle prostitute, ma della popolazione olandese nel complesso.

    sergio, November 9, 2008
  2. concludo l’intervento dicendo che ci sono molte persone, soprattutto con certi indirizzi di pensiero, che stanno cercando di screditare il sistema olandese di legalizzazione della prostituzione, mentre non si accorgono che nei paesi dove vivono le prostitute sono meno che le bestie e che non saranno certe le scomuniche a far scomparire il lavoro + vecchio del mondo. Dato che non è possibile eliminarlo, cerchiamo di tutelare almeno le donne che fanno questa professione e a dare loro, per quanto possibile (dato che il comprare una persona di per sè è una cosa becera), una DIGNITA’ UMANA.

    sergio, November 9, 2008
  3. Spero che la storia della professionista che va ad amsterdam e pretende di lavorare in maniera “indipendente” per poi essere minacciata e spaventata non sia vera, o meglio, spero che non sia successo a te…
    notte

    unnomeacaso, November 9, 2008
  4. Soggiogata, senza difese, impaurita, umiliata, docile. La legislazione olandese è l’unica che prova a fare si che questi non siamo aggettivi che una prostituta debba pensare propri. Ditemi altri sistemi che provano a tutelare le donne che fanno questo mestiere? Quali Paesi? Quanti? = 0.

    Il nerd brufoloso è in contrasto con quello che dici dopo. Quindi o quella vita che descrivi dopo esiste o sei un nerd brufoloso???

    Sicuramente quello che hai detto aprirà gli occhi a molti sulla tua vita, ma sono cose che un pò qua un pò là nel blog spuntavano e si potevano capire. L’unica cosa che no avevo capito ero come ti considerassi. Ora l’ho capito: una professionista
    Penso che per conoscere il mondo, le sue ipocrisie, basta essere dotato di un forte senso di osservazione. Anche io riesco a capire molto come sono fatte le persone, le squadro, forse per questo me ne piacciono poche, leggo molta falsità, molta voglia di fregare il prossimo, forse è questo quello che mi spinge ad andare via..
    Tu dici che questa qualità, questa abilità è una cosa importante.. qualcosa che ti ha aiutato e ti aiuterà a scegliere le persone con cui stare.. non ho i mezzi per capirlo, ma penso che tu per ora non lo stia facendo. Ora ti dico l’idea che mi sono fatto. Secondo me tu hai un amico con il quale ti confidi, che è un punto di riferimento. Basta. Il resto non esiste. O almeno ti piacerebbe esistesse, ma sei troppa preoccupata (forse a ragione) a fuggire e casomai se su 100 persone quando incontri il ragazzo triste, buono, intelligente, gentile, casomai lo ascolti anche, ma poi scappi perchè pensi agli altri 99 e ti viene in mente che anche quell’unico ragazzo a modo possa essere uno stronzo. Così non poni radici, non stringi rapporti, vivi tutte le cose mordi e fuggi, casomai le gusti anche appieno le persone grazie al tuo spirito di osservazione, ma non riesci ad andare oltre la serata passata con una persona. Non so che dire.. ma forse la tua tecnica è perfetta, per non farsi beccare. Però continuo a pensare, che non hai la forza per cambiare e volere cambiare. Tu dici di aver provato ad aver provato a fare altro: la moda (mondo corruttissimo, ho 2 amiche nell’ambito, che cercano di emergere come disegnatrici e stiliste, con grande fatica); a studiare.. altro? Perchè pensi che tu debba fare questo? Tu dici che non ti soddisfa, che ti piacerebbe un’altra vita.. o no? Però se uno ti suggerisce un libro, tu secondo me non pensi tanto a se ti leggeranno o meno, se ne sei capace o meno, ma al fatto che come faresti a non fuggire.. o no? Ho provato a contattarti, magari parlando di persona qualcosa in più avrei capito.. mi piace capire le cose diverse da quello che è la mia vita di tutti i giorni, cose che io non conosco e che mai vivrò (forse). Ti piacerebbe avere una vita normale, amici, fidanzarti, ma non capisco perchè non ci provi, hai 29 anni, non 3000, cazzo!!!!!

    Io non mi meraviglio ci sia gente disposta a pagare 150 per un pompino, anzi ti dico che ti fai pagare poco, soprattutto se sei una bella ragazza (proprio se devo essere materiale). Te l’ho detto io, immedesimandomi in te, andrei solo con i russi, magari + faticoso, ma in meno tempo ti metti a posto prima, visto che questo mi sembra il filo conduttore.. Io non mi meraviglio se una si definisce una professionista. E condivido in pieno che non tutti sanno e conosco il sesso fatto bene (io compreso), perchè probabilmente nella vita non tutti siamo delle Jenna Jameson o dei Rocco Siffredi, magari non scopriremo mai l’essenza dell’arte del sesso come insegnano il tantra e lo zen.. ma ciò che conta non è essere primi e i migliori, conta saper rapportarsi e scambiare esperienze con chi ci è di fronte. Non avrebbe senso fare sesso con una che corre (nel senso che è brava) come Bolt, mentre tu non riesci nemmeno a farti una camminata. Meglio affrontare le cose con le persone che incontriamo tutti i giorni e non cercare di diventare dei supereroi del sesso, magari dopo sentendoci sfrustrati di non raggiungere cose che esistono solo nei film.CONTINUA..

    sergio, November 9, 2008
  5. ..CONTINUA.
    Anche io tengo una buona cultura erotica (ti consiglio un bel libro non è un manuale, ma è un libro che analizza il sesso da un punto di vista storico, culturale, artistico, filosofico, e in alcuni tratti psicologico: Dizionario della pornografia, prefazione di Jean-Claude Carrière, CSE, 2006). E’ ovvio che il sesso è ampissimo, ma questo no significa che nella vita sia realizzabile sempre. Gli interessi, gli umori delle persone, vanno distinti da ambienti dove tutto è in funzione del sesso. La vita quotidiana non consente sempre di far tutto come se si seguisse un manuale e per quanto uno posso conoscere tutto del sesso, può essere bravissima con qualcuno, ma piacere meno ad un altro. La vita non è solo pratica sessuale, non abbiamo tutti la stessa visione. I rapporti interpersonali, sono complicati e il sesso finisce per complicarli ulteriormente, perchè fa uscire la parte più animalesca che è in noi, e se non si riesce a trasmetterlo come si deve all’altro diventa difficile, portare avanti un rapporto e magari sesso da manuale. Il sesso è il campo dove regna il relativismo + assoluto. Cose che sono estreme per te sono normali, quelle estreme per te per qualcun altro sono normalissime. Tu dici che quando fai una fellatio tocchi il retto dell’uomo a cui la fai: ma quanti uomini sono disposti ad ammettere che piace “prenderlo dietro”. Cambia solo l’oggetto, ma l’azione quella è?Non si è stimolati da un membro maschile, ma da un dito, ma la sostanza è la stessa. perchè se viene fatto ad un uomo, quell’uomo fa una pratica sadomaso; mentre se lo si fa ad una donna è una cosa normale. è questione di cultura, di educazione che si è ricevuti e purtroppo o per fortuna nei rapporti umani nulla e dato per scontato, ma è una continua lotta e costruzione, almeno che non si entri a far parte del cast di Schicchi, allora forse là uno può provare a mettere in atto i manuali.. Non so se si è capito quello che volevo dire.. ma spero di sì.
    Inoltre non volevo essere offensivo (non penso di esserlo stato), ma qualora ti fossi sentita (o sentito, sei il nerd brufoloso :-P ) offesa da qualcosa, scusa.

    sergio, November 9, 2008
  6. Sergio, grazie delle precise informazioni sulla situazione in Olanda :) Non mi sento offesa… forse l’unica cosa è che per molti può risultare difficile leggere i tuoi commenti lunghissimi! Forse è ora che apri un blog anche tu? :)

    Unnomeacaso, invece si, purtroppo. Niente di grave, solo tanta paura.

    unoalgiorno, November 9, 2008
  7. Mi dispiace tanto. Spero che non capiti più. Fai qualcosa, iscriviti in palestra, fai kick boxing…almeno se ti succede ancora sai come romper loro i denti! :)

    unnomeacaso, November 9, 2008
  8. uno dei migliori blog che abbia mai letto. e (senza offesa) chissenefrega di chi sei, a me basta sapere che scrivi davvero bene, offri sempre punti di riflessione interessanti e hai un punto di vista sulle cose decisamente originale. complimenti.

    Licia, November 9, 2008
  9. Grazie Licia… o devo forse dire Paola? Il mondo è piccolo! Piacere di vederti qui, ti avevo già letto in passato… mi piace molto anche il tuo blog… forse dovresti avere una controparte maschile per aiutare i maschietti con qualche bel consiglio… che ne pensi?

    unoalgiorno, November 9, 2008
  10. Poco tempo fa ti chiesi come ti comporteresti se la prostituzione fosse legale. Mi desti una risposta molto onesta. In realtà la prostituzione “legale”, trattata come un lavoro normale non esiste, è solo ipocrisia. Chi la invoca a gran voce non si rende conto (o non vuole rendersi conto) che dietro a chi si vende in un certo modo c’è solo necessità e disperazione, che chi commercia la disperazione degli altri può essere solo un delinquente bastardo e che dietro un delinquente bastardo trovi sempre qualcosa di illegale e sporco, per quante cose ci si sforza di legalizzare e rendere “pulite”.
    Capisco il tuo punto di vista (nerd brufoloso che non sei altro!), trovo, ovviamente, intelligente il tuo modo di lavorare, anche se ancora non ho capito se è più motivato da disperazione, comodità, avidità o (spero) altro.
    Sto perdendo il dono della sintesi….

    lorenzo, November 10, 2008
  11. guarda bene, il maschietto c’è… e ovviamente si chiama Mirko! :) Baci!

    Licia, November 10, 2008

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