Un salutino
2008-11-13
Uno al giornoVita di una lavoratrice notturna
|
||
FeedArchivesTop Browsers
Top OS
Visitors Online
|
14 commentsLeave a comment |
PagesFeedFacebook groupSearch...Recent PostsRecent Comments
Blogroll |
Grazie, Giulia.
Come stai? Spero meglio..
Oggi leggevo la recensione di Gigi Buffon e mi sono soffermato su una frase: “Per la gente sei un idolo, ma nessuno che ti chieda come stai”. Due considerazioni mi son venute in mente. 1) L’umanità della gente nota, alla quale molte volte diamo quasi un’aurea sovrumana, quasi come se loro non avessero difetti e non potessero provare sentimenti da umani. Diciamo la loro divinizzazione. E quasi ci stupiamo quando leggiamo, che invece hanno paure da esseri normali e forse anche più dei “normali”; 2) Penso che siamo sempre meno abituati a chiedere agli altri: come stai? Forse perchè sappiamo che non avremo risposta, forse perchè diamo per scontato che se uno non piange, non si dispera, sia felice o forse perchè sia semplice diventati superficiali. Sono 2 parole, che secondo me anche se non risolvono i problemi degli altri, li possono far sentire, non amati, ma almeno considerati dagli altri. In un mondo dove ci si chiude sempre più in se stessi, forse non faranno i miracoli, ma forse aiutano ad aprirsi, almeno un pò. Forse vorrei che tu ti aprissi, forse è per questo che insisto, d’altronde se devi usare il tuo blog per sfogarti tanto vale che ci butti dentro tutte le tue paure, le tua ansie, le tue gioie, le tue speranze. Magari instaurando un dialogo, che per ora nel mondo reale non vuoi.. forse un domani vorrai.. ma almeno confrontati anche in questo mondo “virtuale”-falso. Forse nessuno ti chiederà come stai, forse il vuoto rimarrà, ma forse riuscirai a colmarlo in parte.. io ti consiglio di crearti un’oasi dove andare quando vuoi svagarti, magari una città dove non pensare ai problemi e dove andare quando vuoi solo rilassarti, una città dove il tuo lavoro è out.. per esempio Barcelona. Come al solito, non so se il discorso che ho fatto è chiaro, però spero si capisca.
E tu.. come stai?
BACI, SERGIO
Il “come stai” oggi è diventato un saluto. Se qualcuno ci dice “non bene” lo guardiamo strani. Che peccato.
Comunque, sto un po’ così. Verranno giorni migliori.
@Sergio: volevo lasciare un commento sul tuo blog, ma la cosa è piuttosto complicata. Vado ad iscrivermi al CEPU. Spero apprezzerai almeno il pensiero ;).
Giulia: hai proprio ragione. Il “come stai” oggi è diventato un saluto. E la risposta attesa è tutt’ok o tuttapposto.
Sicuramente verranno giorni migliori, i periodi no ci sono sempre, a volte durano un pò di +, altre sono molto corti, l’importante però è essere consapevoli, che non dureranno per sempre.. se ti va di parlarne.. a tua disposizione. Forse non potrò capire molto del tuo lavoro, ma i sentimenti sono uguali, siamo umani tutti e due, se ci si vuole capire ci si capisce.. a dopo
BUONA GIORNATA :-)
lorenzo: hai ragione. penso che trasferirò il mio blog altrove, non sapevo che per lasciare commenti sui blog di msn ci volesse una laurea.
Legge Levi, detta anche legge “ammazzablogger”.
In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all’Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di “stampa clandestina”: due anni di carcere e sanzioni economiche.
Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
(da beppegrillo.it)
Chi vuole può scattarsi una foto con un cartello con su scritto FREE BLOGGER e mandarla al sito. Questa legge è scandalosa, quindi è molto probabile che passi, diventeremo peggio della Cina.
Ciao ragazzi
e che jella!!!.. proprio ora che volevo diventare un blogger!!! ahahahahahah
non ci resta che farci arrestare tutti! almeno faranno qualcosa in questo paese… vi immaginate l’esercito per arrestare oltre un milione di persone? Penso sarà l’evento del millennio, non voglio mancare :-)
Così riempiano anche un pò le carceri, se no che le abbiamo costruite a fare.. ;-P
un nuovo motto: dopo + LAVORO X TUTTI
+ CASE X TUTTI
+ REGIME X TUTTI
ovviamente ci resta da sperare, come nei primi due casi, che anche questo motto si faccia benedire..
che amarezza!!! :-)
Adesso credo che metterò su un blog…
We Giulia, questo è il mio blog nuovo di zecca
purtroppo l’impaginazione lascia a desiderare, ma devo ancora capire wordpress, ma almeno si possono lasciare commenti.. per gli insulti c’è la censura.. ahahhahahhahhaha :-P
Io ora vado a vedere la Juve.. ma ovviamente si va a gufare.. :-)
CIAO, BESOS
Ho letto alcuni tuoi messaggi, altri li ho riletti con più calma e purtroppo, devo dirti una cosa:
150 euro per un rapporto orale sono tanti.
Guarda che la concorrenza è micidiale.
Per tua informazione, con quella cifra riuscivo (senza mercanteggiare) ad avere l’accesso a tutto (bocca, cosina, retrovie).
E la tipa era un lavoro da infarto, italiana e non zoccola all’ultimo stadio.
Tu sarai senza dubbio bellissima, farai delle cose da urlo (su questo non ho dubbi), però…. stai attenta, dai….
E poi, non accettare più di fare un orale senza preservativo.
Spero tu non te la sia presa, ma se devo star qui a raccontare di filosofia….
Aloha e buon fine settimana in Madrid
un solo definizione per il commento 10: squallido (”e t’agg trattat”, si dice a napoli = ed è pure poco)
Per Sergio
In altri commenti, mi sembra di aver dimostrato di poter “veleggiare” anche a livelli migliori di questo, se hai letto.
Visto che chi ci ospita (perchè qui, siamo tutti ospiti) svolge un mestiere che ha descritto anche in modi molto più espliciti di come ho scritto io, non vedo proprio come mi puoi definire “squallido”.
Non ho nascosto che ho frequentato “signorine” colleghe della nostra del blog ed ho semplicemente messo a conoscenza un fatto.
Punto.
Niente di più e niente di meno.
Se poi vogliamo fare filosofia e dire che l’autrice del blog, fa’ opera di beneficienza mentre è con i suoi clienti, allora dimmelo….
E dai!
Con tutto il rispetto della proprietaria del blog, che non intendo offendere in nessun modo.
non si tratta di far beneficienza o filosofia..
io se tengo da dire una cosa la dico senza problemi. Io non vado con chi offre prestazioni sessuali, ma non perchè sono perbenista, anzi per come ragiono sono fuori da tutti i canoni. Sinceramente non mi fa ribrezzo chi fa un lavoro come la prostituta, perchè nella vita sono tante le cose che possono non andare come dovrebbero e ci si può ritrovare a fare quello che non si è scelto, ma si è dovuto fare, per vivere.
A me fa ribrezzo chi pensa di poter comprare gli altri, chi non giudica gli altri per quello che sentono, provano, dicono. Io non sto discutendo la tua persona, non ti conosco. Quello che mi faceva ribrezzo nel tuo commento non era che la donna che hai pagato fosse una prostituta, ma che sia stata definita come una tipa, una zoccola ma non all’ultimo stadio. Le parole bisogna saperle usare. Io ritengo dal basso della mia conoscenza che una donna non abbia prezzo. Poi se lo fa perchè deve è libera di chiedere quello che gli pare. Io non giudica il lavoro della prostituta, c’è e ci sarà sempre. C’è chi si farà pagare di meno per tutto; c’è chi si fa pagare solo da uomini altolocati, pieni di cash solo per una fellatio. Io ho le mie idee, tu sei libero di pagare chi ti pare. Io cerco e cercherò sempre l’animo della gente e di una donna, tu se vuoi continuare a cercare altro. Io non devo dare lezioni di vita a nessuno. E il mio giudizio su alcuni tipi di commenti è lo stesso: squallido. E non perchè stiamo sul blog di “una lavoratrice notturna”, ma perchè io credo che nella vita se una persona è abituata a rapportarsi in un certo modo con gli altri, a rapportarsi in maniera educata e rispettosa (non sto dicendo che tu non lo sia), lo fa anche quando non si vede. Il sesso è una cosa naturale se uno parla di sodomia, rapporti orali o altro non è un problema; il problema è come ne parla. La mia voleva essere una critica sul modo di esprimere le cose, perchè poi si vedeva che il tuo voleva essere un consiglio. Però come ti ho detto quando una persona deve farlo per forza cerca di evitare i clienti di basso livello, il prezzo è un modo di definire il target di persone. Ovviamente anche andando solo con persone facoltose, ciò non toglie che chi paga qualcuno per me rimane indecente. Generalmente chi paga lo fa per sfogarsi, quindi è difficile che in quel tipo di rapporto ci sia dolcezza, perchè chi viene pagato non percepirà mai quello come uno scambio di calore umano e amore, ma come puro e semplice sfruttamento, quello che poi in effetti è. Potrà cercare più o meno di farsi piacere il suo lavoro (difficilmente), ma alla fine ne è consapevole di essere sfruttata dagli altri e di non essere apprezzata come persona, ma per quello per cui è pagata. Tu hai le tue esperienze e sei libero di esprimerle, il tuo modo di vedere la vita e i tuoi rapporti e non mi riguardano; ma non penso che uno si possa sentire contento di vedere le persone come oggetti, pagarle significare classificarle come tali. Io preferisco guardare una donna per altro, checchè tu ne dica e possa pensare e credermi. Non che non mi interessa il contatto fisico, ma ce l’ho e ce l’avrò se sarà reciproca la voglia, non se me la sono comprata. Una donna non è solo una figa, ha altro e vale molto di +, perchè confrontarsi con chi è completamente diverso da noi uomini (e le donne sono quello che + lontano ci possa essere)è sicuramente la cosa + meravigliosa che ci può essere nella vita. Questo è quello che penso. Non ti giudico. Sei libero di fare come ti pare, ma io ci rifletterei.
Per Sergio
Grazie delle tue riflessioni.
Vedo che non hai avuto modo di leggere miei interventi PRIMA di questo post, altrimenti avresti letto che frequentavo determinate signorine prima di sposarmi (fra le altre cose, ho incontrato quella che poi sarebbe diventata mia moglie, in modo davvero fortuito, ma questo è una altro discorso).
ORA non ci penso nemmeno per l’anticamera del cervello di frequentarle. Mi dici che consideravo le donne come un oggetto: temo proprio di sì, anche se non in modo completamente consapevole, ma sicuramente sì. Ma questo è alla base del fatto che se uno decide di pagare, vuole scegliere…. e questo, porta già all’idea di “supermercato”….. non bella prospettiva mentale, me ne rendo conto, ma facevo così.
Comunque, chiudo il discorso qui, perchè non voglio continuare una sorte di querelle a due.
Rispetto la tua visione.
Chissà se, scrivendo in altri messaggi, l’autrice del blog avrà ancora voglia di rispondermi…. avevo alcuni pensieri sul concetto di casa che mi sarebbe piaciuto condividere…