La verità

2008-11-17

Datemi la verità.
Nelle strade, nelle vetrine, tra i tavoli e il profumo dei caffè e delle cioccolate, sui balconi di una Madrid accesa e fredda, tra gli sguardi dei passanti, le panchine vuote, le cicche di sigarette accumulate vicino al tombino, le piante trasparenti, un lieve vento attento, il suono di una ambulanza, poi di un cellulare, poi il rumore dei tacchi di una ragazza splendida. Poi una sciarpa leggera che cade e viene subito raccolta, nella fretta.
Passa un taxi, e il passeggero guarda in alto, assapora Madrid prima di partire di nuovo per chissà dove.
Voglio la verità.
Voglio capire questo mondo. Voglio intrufolarmi nelle sue vene, sentirlo, toccarlo, fondermi con esso e capire.
Perchè capire, credo, è la cosa più importante.
Poi verranno altre cose… Verrà l’età, e l’abbandono, l’abitudine, la rinuncia a fare chissà cosa per la propria vita. Verrà una famiglia, forse, verranno dei figli.
Ma oggi, più che mai, quello che vorrei è capire me stessa, e gli altri intorno a me.
Ogni stimolo vale, ogni goccia si aggiunge al rigagnolo, anche quando lavoro, anche quando incontro sconosciuti e strappo uno schiaffo di felicità per loro, a caro prezzo.
E poi guardo il monitor, mi guardo allo specchio mentre il mio volto si riflette tenebramente. Sembra quasi dischiudersi, e lasciarsi finalmente capire.
La felicità è nelle cose semplici. E capire significa di fatto rimuovere, non aggiungere. Raschiare il superfluo fino a raggiungere l’essenziale.
Stasera sto raschiando, piano piano.

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7 comments

  1. ma tt l’euforia iniziale dov’è finita?
    una sbandata dai..
    scoprire la verità è difficile perchè la verità è spesso strumentalizzata dai contendenti, per questo penso si dica che sta nel mezzo.
    poi adesso ti dico una cosa che può sembrare una stronzata però secondo me la felicità sta nella musica, oibhò!

    andrea poulain, November 17, 2008
  2. Alla fine ti arriva quello che cerchi ed è vero che la felicità sta nelle cose semplici, banali e scontate, se vuoi. Ma se questa è la conclusione a cui si arriva, un motivo ci deve pur essere. Non fare confusione. Le cose semplici non sono necessariamente facili.

    lorenzo, November 18, 2008
  3. Questa è una cosa che non ho mai detto a nessuno: Io sono felice.

    Non lo dico perchè qualcuno soffre, e non sta bene per mille milioni di motivi, ed io sono il tipo di persona che si crea problemi a mostrarsi felice davanti a loro.

    Ma io sono felice per tanti stupidi e futili motivi. Sono felice quando bevo un bicchiere di cioccolata calda. Sono felice quando mia moglie mi abbraccia alle spalle. Sono felice quando scalzo attraverso la casa con il suo pavimento freddo. Sono felice quando ritiro le analisi del sangue. Sono felice quando sulla tele fanno la pubblicità. Sono felice per il sorriso di ogni bambino. Sono felice quando ho un ricordo, anche se brutto. Sono felice quando bevo l’acqua frizzante. Sono felice quando scrivo per la prima volta di esserlo.

    No… non ho visto sempre il bicchiere mezzo pieno.

    Arriverà anche per te questo momento, ne sono certo.

    Marcio, November 18, 2008
  4. La verità? Darti la verità dici , io credo che ognuno abbia una propria verità, non posso darti la mia, non sarebbe quella giusta per te. Al massimo puoi cercare qualcuno che ti aiuto a raggiungere la tua di verità, capire il mondo. Io sto cercando da ormai tanto tempo, più precisamente da quando ho letto Siddharta di Hesse, un libro che mi ha cambiato molto. Cambiato non calmato purtroppo per i miei amici e parenti. Poi capire è così indispensabile?

    Zart, November 18, 2008
  5. La verità non porta la felicità… E’ l’ignoranza la vera benedizione… (Matrix docet…)
    La verità porta alla consapevolezza, e la consepevolezza all’inedeguatezza al vivere in un mondo di falsi.
    Certo, una volta consapevoli, coscienti di se stessi, ci si sente un po’ più completi, e non si vuole tornare indietro, ad essere pecore, ad essere allodole che seguono ogni stupido specchietto…
    Ma ci si rende conto di aver iniziato un cammino difficile, che non necessariamente porta alla pace e alla serenità, ma che dà altre soddisfazioni, più vere, sicuro, ma che ci lasciano sempre con la sete di qualcosa in più.
    Vivere davvero è una delle peggiori droghe che c’è… E io ne sono dipendente di brutto… ;)

    Kriss, November 18, 2008
  6. Hai espresso una domanda notevole.
    Ad essere sincero, potrei provare a darti una risposta tosta, ma lo farei soltanto al di fuori di questo blog, perchè affronterei argomenti che non credo sarebbero di comune gradimento.
    Tuttavia, per prima cosa, credo doverti dare atto che hai già una strada: essere più essenziali.
    Quindi, bisogna “svuotarsi” di quello che è “in più” per RIEMPIRE questo vuoto NON di altre cose, ma di valori ed altre cose che sono prettamente nel campo spirituale.
    Sei acuta osservatrice, lo hai detto e, del resto, è evidente.
    E sei anche sensibile (e non voglio assolutamente adulare…. non mi interessa). Sfrutta questa sensibilità per riempire questo vuoto. Hai mai pensato che potresti direzionare queste buone qualità magari per fare del bene? Magari per aiutare il prossimo…. per dare una mano a chi sta davvero male… per riempire questa tua ansia interiore, niente di meglio (e lo dico davvero in sincerità) che fare qualcosa per chi sta male. Credimi. Il ritorno che ne hai, è qualcosa che non si tocca, che non vedi, ma che dentro ti calma l’animo, azzera l’ansia e ti dona serenità e chiarezza di INTENTI.
    Sarebbe bello poterne parlare.
    Ma il blog è fatto così….
    Però, se vuoi, sai dove potermi scrivere.
    Ciao.
    Stai attenta.
    Ciao.

    unparere, November 18, 2008
  7. Ciao Giulia. Come va?

    La felicità è nelle cose semplici. Raschiare il superfluo fino a raggiungere l’essenziale. Ma non è rimuovere; è diventare + consapevoli di quello che siamo noi, di quello che sono gli altri. Essere più consapevoli di quello che ci piace e ci fa stare bene, da quello che ci mette tristezza e ci si fa soffrire..

    La verità non la si raggiunge mai, c’è sempre da scavare.. ma + scavi più sei sereno. Chi affronta le cose non è vero che è + triste e solo + consapevole.

    Baci

    sergio, November 20, 2008

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