Vuoto

2008-11-11

Ho il monitor di fronte a me. Sento un vuoto.
Non so bene a cosa sia dovuto.
Mi sento strana.

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La Natura dell’uomo e della donna

2008-11-10

Rifletto molto, ultimamente.
Forse perchè sono molto sola, forse perchè ho una visione mia del mondo, della vita di coppia, di come uomini e donne sono per loro natura quasi incompatibili. E penso anche che esistono coppie davvero felici, che rimangono felici per anni, e allora forse mi sbaglio.

Ho sempre avuto paura della vita di coppia. Conoscendo bene gli uomini, spesso dal lato non proprio comune della “professionista” sessuale, ho pochissima fiducia in loro.
Gli uomini, tanto per iniziare, tradiscono molto spesso. Ho l’idea che le donne non siano da meno, anche perchè si tradisce sempre (almeno) in due.
Però esistono delle differenze tra uomo e donna, ovvero il modo in cui le due parti considerano la coppia e soprattutto la prole.

Secondo me l’uomo ha voglia di sesso, e riesce ad essere attratto da altre donne anche quando innamorato di una donna specifica.
Tra tutti gli uomini ci sono quelli “impacciati”, che non cercano nè trovano avventure per loro stesso limite caratteriale. Ci sono i rassegnati, che uccidono certi desideri sul nascere, cercando una pacifica convivenza con i propri istinti naturali. Ci sono quelli che ci provano, e comunque non ci riescono quasi mai. Ci sono quelli che pagano, e vanno sul sicuro. Ci sono quelli che sanno essere attraenti, e che sparpagliano il loro seme in ogni letto, divano, sedile, pur di aggiungere un’altro nome alla lunga lista delle “me la sono portata a letto”.
E poi ci sono le donne, che anche loro non scherzano. Come già detto, le avventure si fanno sempre (almeno) in due.
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Felice di non essere Carla Bruni

2008-11-10

Adoro gli spagnoli, sono così simili a noi italiani. Ovvio, adoro gli italiani più di ogni altro popolo al mondo… E non soltanto perchè sono italiana io stessa, ma perchè gli italiani sono davvero unici.
Una parte di questa italianità si sta perdendo, è vero: il mondo ancora ama gli italiani, ma si sta disinnamorando dell’Italia, sempre più cronicamente arretrata, sottosviluppata, ingessata.

Di cosa sto parlando, in realtà?
Lo spunto me lo ha dato la “battuta”, se così la vogliamo chiamare, di Silvio Berlusconi, il nostro “emerito” Presidente del Consiglio, ovvero la carica più importante del governo italiano.
Berlusconi ha pensato bene di definire Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, un tipo “abbronzato”. Non nero, negro, di colore, afro-americano, che sono termini più o meno rispettosi per indicare la carnagione di Obama. No, per Berlusconi è semplicemente abbronzato.

Silvio Berlusconi non è stupido, e credo che giochi molto su queste battute (vedi quella sulla donna ministro Finlandese, che aveva dovuto “ammaliare” con le sue doti di conquistatore, le “corna” al G8, e così via) per far parlare di sè. Infatti, nel mondo, credo che l’italiano più famoso (e ancora in vita) non sia Armani, non sia Mastroianni, non sia Gina Lollobrigida, Sofia Loren, Valentino Rossi, ma forse proprio Berlusconi… E non certo per grandi meriti, va detto.

Voglio chiudere qui la parentesi su Berlusconi, perchè non mi interessa parlarne ancora. Indipendentemente dal colore politico, credo che sia un uomo dannosissimo per il nostro paese, ma per nostra fortuna gli spagnoli sanno benissimo che Berlusconi è una cosa, e gli italiani sono un’altra cosa. Alcuni amici che ho incontrato ieri mi parlavano di questo incidente diplomatico ridendoci sopra. Ne sono felice. Bravi.

Quello di cui invece voglio parlare è la battuta di oggi della “francese” Carla Bruni, una ex “artista”, ex italiana, sposata con il Primo Ministro Francese Nicholas Sarkozy, e diventata pertanto la “First Lady” francese.
Da quello che leggo sui giornali, Carla Bruni avrebbe commentato la battuta di Berlusconi (continuo a chiamarla battuta, anche se il termine più esatto dovrebbe essere “gaffe”, che casualmente è proprio una parola francese) affermando di sentirsi “felice di non essere più italiana”. Prendo la citazione per vera, non ho modo di verificare se abbia detto esattamente questo, o invece qualcosa di meno drastico.

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Amsterdam e la prostituzione

2008-11-08

Sono stata spesso ad Amsterdam, che considero una delle città più belle d’Europa, ma allo stesso tempo uno di quei posti in cui bisogna stare con gli occhi aperti.

Ero molto curiosa di capire come funzionava la prostituzione, e anche io ingenuamente pensavo che per una come me, Amsterdam potesse essere il posto ideale. Avevo anche sentito parlare della Hanky Panky school, una specie di scuola per professioniste del sesso. Pensavo, chissà quanto sono avanti, ad Amsterdam.
Mi sbagliavo. Non di molto, ma mi sbagliavo.
Vi spiego perchè.
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Non ci credo

2008-11-05

Non so se è serio, o se è una presa in giro.
Facebook.

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Obama

2008-11-05

Ha vinto Obama.
Non credo che cambieranno tante cose, e credo che farà una brutta fine… Non violenta come nel caso di Kennedy… Una fine più subdola, meno dignitosa.
Avremo anche noi il nostro Obama italiano? Sarà nero e forse anche musulmano?

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Politica?

2008-11-03

Non ho mai parlato di politica. O meglio, scritto di politica su questo blog.
Mi pare una mancanza, qualcosa che va sistemato subito. Mi pare anche una cazzata, ad essere sincera, ma stasera ho proprio voglia di farne una. Vediamo cosa esce fuori.

Ah no, calmi però: la mia “politica” è molto diversa da quella che di solito si chiama politica, o dalla politica che si legge sui giornali. E non perchè io sia diversa, o speciale: semplicemente perchè credo che molti di noi, quando pensano alla politica, abbiano sempre in mente qualcosa di diverso. Vero?

Strano, trovare una donna interessata di politica, o che voglia parlare di politica.

Mica tanto.
Politica, per me, significa tutto quello che riguarda la nostra società, il modo in cui la regolamentiamo, e il modo in cui “gestiamo” i rapporti tra di noi. Chiaro, politica significa anche approvare leggi, piani economici, sanatorie (nel bene e nel male).
Politica significa anche votare.
Credo che la base della nostra società sia la politica, e che una cattiva politica renda un cattivo servizio alle nostre vite. Credo che la politica sia oggi una delle cose più bistrattate, ma più importanti per la nostra felicità. La politica determina l’economia, determina la giustizia, determina il diritto, determina il sentirsi sicuri, o insicuri. La politica è importante.

Fin da piccola ho avuto una grande curiosità per la politica: addirittura c’è stato un momento in cui volevo fare politica, buttarmi in politica, “scendere in campo”. Per fortuna quel momento è passato in fretta.

Dai, andiamo al nocciolo? No, è necessaria una premessa.

Io credo che tutti noi, me inclusa, siamo molto, molto stupidi. Vi spiego.
Tutti hanno una loro opinione su tutto: politica, sport, economia.
Sono poche quelle persone che, con umiltà, ammettono la propria ignoranza, e cercano di rimediare.

Parliamo ad esempio di petrolio, o di energia. Quante se ne sono sentite, e dette, al riguardo, negli ultimi mesi. Vero? Il prezzo della benzina, gli arabi che se ne approfittano, le compagnie petrolifere ci marciano… E così via.
Quanti di voi capiscono davvero il problema? Quanti di voi si rendono conto di cosa stanno parlando?

Una sera di qualche settimana fa, mentre stavo cercando un cliente, mi imbatto in due uomini, sui quaranta, inglesi. Eravamo in Italia, e loro erano lì per lavoro. Parlavano qualche parola di italiano.
In quel frangente preferii fare due chiacchiere con loro, in inglese, piuttosto che chiedere soldi per prestazioni sessuali. Fu una ottima idea.

Parlammo per ore, mi spiegarono tantissime cose. Quei due lavoravano per una azienda di consulenza energetica, con sede in Svizzera, e giravano l’Europa per incontrare clienti, fare consulenze, analizzare situazioni specifiche, e così via. Un lavoro importante e ben pagato, a giudicare dai vestiti e dagli orologi.
Quella sera avevano voglia di chiacchierare, e io avevo voglia di ascoltare, e di rinfrescare il mio inglese.

In un paio d’ore mi si è aperto un mondo: finalmente potevo capire tante cose. L’energia è solo uno degli esempi che si potrebbero fare: tutti ne parlano, ma quasi nessuno sa davvero di cosa parla. Parlammo della crisi del petrolio degli anni settanta, della battaglia sulle energie alternative, della questione medio oriente, del film Syriana (che ho visto tre volte per riuscire a capirci qualcosa, e non per l’inglese, ma per l’intreccio della trama… Comunque ve lo consiglio), in cui tra l’altro il protagonista lavora anch’egli per una azienda di consulenza energetica svizzera; parlammo anche delle nuove promesse dell’energia, dell’oligopolio di pochi uomini ricchissimi, dell’ignoranza della gente, della manipolazione dei media. Per fortuna, aggiungo io, senza mai scadere in complottismi vari, che fanno tanto Hollywood ma poco mondo reale.

Il locale stava chiudendo, e noi ancora lì a parlare, dopo tre ore. Mi veniva quasi da pagarli, per quella serata così illuminante. Ebbene, questo è il problema della politica: tutti ne parlano, e nessuno davvero capisce di cosa stia parlando.
E’ raro avere la fortuna di incontrare persone che ti spieghino come stanno davvero le cose. La politica, lo sport, la tecnologia, tutto è schiavo di questo limite, e purtroppo tendiamo a sparlare, spesso, anche quando non abbiamo ragionato abbastanza.
Una delle cose che mi fa incazzare è la questione dello stipendio dei parlamentari: tutti vorrebbero decurtarlo. Io l’opposto: vorrei pagarli bene, per fare un BEL lavoro. Questo è il problema. Chi guida l’Italia dovrebbe essere pagato bene, ma FARE il suo lavoro BENE.
E forse io sono sciocca, per carità: ma lo stesso succede nelle grandi aziende. I grandi CEO vengono pagati fior di milioni, perchè dal loro lavoro dipende quello di migliaia di persone. Non è lo stesso per un politico?

In Italia, poi, tutti parlano sempre di destra e sinistra: secondo me questa divisione è obsoleta. Non esiste una vera sinistra, e una vera destra. E il mondo, poi, non si può dividere così nettamente in due spicchi. E chi dice che abbassare le tasse è di destra, o di sinistra? E chi dice che aiutare la parte povera del paese significa per forza attaccare la parte ricca? Chi di noi si sente in grado di votare tizio, o caio, basandosi sulle promesse, o su particolari scelte in campo economico o sociale?

Tutto questo si riassume facilmente in poche parole: in Italia non c’è competenza politica, i giovani validi non riescono a farsi strada in questo paese di vecchi, molte caste cercano solo di proteggere i propri privilegi acquisiti, e questo immobilismo malato pregiudica la fiducia della gente nella politica.

E non parlatemi di Berlusconi, o di Veltroni, o di chiunque altro: sono tutti uguali. Il sistema dovrebbe rinascere, riscrivere le regole, far tornare la gente a partecipare alla politica.
Come? Non ne ho la più pallida idea.

Che post strano, questo. Sto scrivendo, e non so nemmeno bene dove io voglia arrivare. So solo che domani ci sono le elezioni americane, di cui tutti parlano. E mi viene in mente che qui a Madrid, dove spero di potermi fermare per un po’, lo schifo della politica italiana fa ancora più schifo.
Fa ridere, vero, leggere Uno Al Giorno e trovare qualche decina di righe così inaspettate. Forse noiose, perchè no? Forse farei meglio a parlare del mio lavoro, che tanto vi stuzzica, e lasciar perdere questi ragionamenti da intellettualoide. Chissà.

Mi piacerebbe che arrivasse qualcuno a cambiare le cose. Esiste, questo qualcuno? Fatelo emergere, per favore. Votatelo. Sostenetelo. Ne abbiamo tutti un gran bisogno.

I giovani come me, i pochi amici che sento di poter chiamare amici, hanno tutti bisogno di poter credere nel futuro. Io ho smesso di crederci da un pezzo. L’Italia mi manca tanto, anche se è da pochi giorni che l’ho lasciata, e anche se so che tra poco tornerò di certo. Ma questo paese così bello a volte è proprio un paese di merda.
Qualcuno, tempo fa, commentava un mio post, suggerendomi di cercare una nuova strada, di farmi una nuova vita. Certo, piacerebbe anche a me non dover più succhiare cazzi a pagamento, e avere una vita normale, e amici normali. Poi però guardo in faccia la realtà, e mi rendo conto che il massimo a cui posso aspirare è fare la cameriera, pagata sicuramente in nero, con uno stipendio da fame. Chi me lo fa fare? Sarei pazza a scegliermi una vita così.

Scrittrice? Ma non diciamo fesserie. Vi sembro una scrittrice seria? Una che può avere successo? E come? Quale casa editrice, nella nostra Italia così cattolica e incatenata, accetterebbe di pubblicare le mie rime sboccacciate? E quanti lettori sarebbero disposti a leggermi, e a pagare per leggermi? E pensate davvero che in Italia una scrittrice possa vivere con la sua professione? Ne dubito. Tante ci provano, pochissime ci riescono. E io, tra l’altro, voglio mantenere il mio anonimato. E poi le scrittrici, quelle vere, sono professioniste, sudano ore ed ore ogni giorno per partorire qualcosa di bello, unico. Io scribacchio qualche pensiero in un blog. E non so se sarei in grado di fare di meglio.

Chissà quale sarà la strada giusta per me.
Scommetto che tanti di voi hanno il mio stesso dilemma, e magari non hanno nemmeno il lusso di potersi permettere una “professione” alternativa come la mia.
Che tristezza. Mi manchi, cara Italia, ma certe volte mi fai proprio schifo.

Un bacio a tutti gli italiani, orgogliosi di esserlo.
Un bacio anche a tutti quelli che cercano la propria strada. Buona fortuna.

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Internet ci libera

2008-11-03

Scopro oggi che qualcuno parla di me. Lo apprezzo molto.
Scopro anche che non sono sola (me lo immaginavo, ma stranamente non ho mai avuto la curiosità di cercare):
http://ioprostituta.myblog.it/
http://maratettona.spazioblog.it/
http://la-dolce-alexia.blogspot.com/

Mi sento meno sola. Vi sembrerà strano, ma è così.
Avete qualcosa da segnalare? Fatelo nei commenti.
Baci.

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Cazzo, pisello, membro, fallo

2008-11-03

Cazzo è volgare.
Pisello è naive. O anche da vegetariani.
Membro è educato ma conformista.
Fallo è troppo calcistico, per i miei gusti.

Pene è da manuale di medicina.
Pipino è da adolescenti.
Biscione è da teenagers pippaioli.
La bestia è da minidotati che cercano di contenere i danni.
Salame è da toscani, sempre alle prese con il cibo e il maiale.
Pendolo è da superdotati.
Anguilla è da veneziani.
Minchia lo usano così tanto i milanesi come intercalare, che secondo me nemmeno si ricordano cosa significhi.
Scorticatore è da teledipendenti un po’ sadico-masochisti.

Insomma, come lo chiamiamo?

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Tradimenti

2008-11-02

Era una delle prime volte che “lavoravo”.
Non avevo ancora capito una cosa fondamentale del mio tipo di lavoro, necessaria se vuoi mantenere l’anonimato e difenderti dai pericoli: porta il tuo cliente in un posto appartato il prima possibile, fai quello che devi fare, e vattene pochi secondi dopo il suo orgasmo.

Io invece facevo conversazione anche dopo.
Pochi minuti, certo, ma minuti pericolosi, che potevano diventare troppi. Una volta, dopo un lavoretto ad un ferroviere di mezz’età, attesi troppo, e rimediai uno schiaffo, poi un altro schiaffo, e poi riuscii in qualche modo a scappare. E’ lunga da raccontare adesso… Ma ci siamo capiti.

Perchè vi dico tutto questo? Perchè mi è tornato in mente Luca.
Incontrai Luca ad Arezzo, in un locale che non voglio precisare.
Vestito bene, elegante, mi offre due drink al bar, e si mette a conversare abilmente. Ha fascino. Dopo qualche minuto arriviamo al punto: lui ha voglia, e ha pure una mezza idea del tipo di lavoro nel quale sono coinvolta.
Cento euro, chiedo.
Accetta, mi porge gentilmente una banconota verde, e ci appartiamo nel giardino del locale. Era estate, e fuori si stava benissimo.
Mi calo di fronte a lui, lo accarezzo lentamente, lo spoglio piano piano, comincio a leccargli la pelle intorno al suo membro, tenendomi ancora a distanza. Infilo la lingua nell’ombelico, glielo bagno, stringo le sue natiche con forza, scendo di nuovo con la lingua, intorno al suo pene.
Si irrigidisce, e sfoggia uno dei membri maschili più belli che io abbia mai visto. Curatissimo, enorme, robusto, simmetrico, perfetto, come il suo fisico da palestrato. Luca è un bel ragazzo, ha un fisico splendido, ci sa fare. In queste situazioni mi chiedo: perchè ha bisogno di pagare? Non potrebbe averne a dozzine, gratis?

Continuo il mio lavoro, e comincio a fare sul serio, prendendolo finalmente in bocca e iniziando poi la mia danza. Luca si fa trascinare, docile, quasi dolce e delicato. Sussurra qualche parola carina, diversa dalle solite volgarità che i clienti sfoggiano in queste situazioni.
Penso a Luca, al perchè. Perchè mi paghi? Perchè preferisci una professionista, al piacere di sedurre una donna e fare l’amore con lei perchè ti vuole? Perchè pagare?

Riesco a tirare fuori un profilattico alla fragola, glielo metto, continuo il mio lavoro. Luca viene, un orgasmo lunghissimo, silenzioso ma pieno di energia. Si contorce, chiude gli occhi, guarda in alto e io non riesco più a vedergli il viso. I muscoli contratti del suo addome, nella penombra del giardino, sono affascinanti.
Al culmine della gioia, allunga una mano e la appoggia sulla mia guancia. Il suo respiro fuoriesce, affannoso, muto, in evidente rallentamento. Ha avuto un orgasmo bellissimo, e io per la prima volta mi sono sentita dignitosa, rispettata, accettata. Quasi amata, oserei dire.
Penso a Fabrizio De Andrè, e le sue canzoni così vere, così toccanti, che parlavano di prostitute come fossero persone, e della mia professione come fosse naturale; degli anni sessanta; di Genova. Ora è diverso, e il messaggio non è passato. La gente non ti capisce, Fabrizio.

Luca mi guarda di nuovo, mentre lo ripulisco affettuosamente. Mi dice che è stato bellissimo. Poi, inaspettato come un macigno, mi chiede: “Secondo te ho tradito?”
Eh no, Luca, non puoi usare questi colpi bassi. Tradimento, tradimento… Cosa è, alla fine, il tradimento? Nemmeno noi lo sappiamo definire. E’ un atto? E’ un pensiero?
Sono convinta che, col pensiero, tradiamo tutti un po’ ogni giorno. Quando ero fidanzata, qualche anno fa, mi era capitato di veder passare un altro ragazzo, e desiderare con tutto il mio corpo di portarmelo a letto. Si, non è una prerogativa di voi uomini, questa: anche noi donne abbiamo questi desideri animaleschi. Non pensiamo solo ai fiori, agli anelli, alle cenette romantiche, alla borsa di Vuitton: pensiamo anche ad una bella, sana scopata con un bel fico.
Ma allora, cosa è il tradimento? Io miei pensieri erotici non li consideravo tradimento. Semmai, sentivo di tradire col mio corpo, e infatti, lo ammetto, quel famoso ragazzo di cui accennavo prima lo ho incontrato, ci ho parlato, ci ho bevuto insieme qualcosa di forte, e poi ci ho passato una notte di sesso incredibile, alla faccia di quei poveri cornuti dei nostri rispettivi partner. Non lo dissi mai, al mio ex. Lo tenni per me. Quello sì, era tradimento. Ho sbagliato, lo ammetto. Come tanti, del resto.

Il tradimento ha origini biologiche, genetiche: quando qualcuno ti tradisce, aumentano le probabilità che quel qualcuno rimarrà legato al nuovo partner, e quindi le risorse che questa persona ha a disposizione verranno “disperse” su più fronti, con prole di partner diversi. La nostra società, poi, ha costruito una infrastruttura culturale e religiosa che influenza la vita di coppia, l’accoppiamento, e che determina buona parte di ciò che pensiamo del tradimento. Il mix di biologia e cultura porta a quello che siamo oggi, e a come vediamo il tradimento.

Ciò non toglie che le nostre emozioni, le nostre sensazioni sembrano più vere che mai, indipendentemente da quale ne sia l’origine.
Essere traditi è duro, specie la prima volta, e specie se non abbiamo una grande fiducia in noi stessi. Credo anche che il tradimento faccia parte dell’ordine naturale delle cose, siamo in fondo animali che cercano di sopravvivere e proliferare al meglio che possiamo.
Invidio quelle persone che riescono ad essere coerenti con le loro scelte, ed evitare i tradimenti anche quando ne hanno la possibilità. Sono poche, direi. Ho visto, ascoltato, subito e causato tradimenti in grande quantità, nella mia piccola vita. Se mi chiedete cosa penso, penso che molti di noi siano cornuti senza saperlo, altri lo siano accettandolo, e che anche molti figli siano illegittimi, senza saperlo.
Ricordo di aver letto un blog, che prendeva spunto dal libro Freakonomics (mi pare), in cui si parlava di alcune statistiche sui figli illegittimi. Erano altissime, del tipo uno ogni cinque. Incredibile, vero?

Forse è il caso di rendersi conto che le persone non sono perfette, che le persone tradiscono, e che a volte sia necessario ingoiare il rospo e andare avanti. Non credo nell’amore perfetto, non credo nel principe azzurro, credo invece che il principe sia azzurro per qualche tempo, e poi chissà. Le coppie, i rapporti si evolvono, cambiano, diventano splendidi e solidi, o si rovinano, o navigano a metà, senza scegliere una sponda precisa.

E Luca mi chiede se questo è tradimento. Per come la vedo io, è stato solo un appagamento sessuale. Se fossi la sua lei, non avrei di certo gradito… Ma sarebbe stato molto peggio scoprire una sua storia con un’altra ragazza. Una storia con i sentimenti di mezzo, non soltanto una scopata e via.

Che strani, questi ricordi. Affiorano, si sparpagliano nella stanza, sui tasti del mio computer, si riaffacciano candidi o incazzati, e quando meno te lo aspetti spariscono di nuovo. E a volte dimentichi che si trattava di un cliente, e lo scambi per qualcosa di personale. E ti accorgi che non c’è grande differenza.

Se vi tradiscono, siate forti: c’è di peggio nella vita.
Un bacio.

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