2008-12-16
Certo che la cosa più difficile di noi giovani sulla soglia dei trenta anni è: che significa la vita?
Dicono che noi donne a questa età cominciamo a sentire la pressione del famigerato “orologio biologico”. Io non sento niente.
Semmai, credo solo di non aver capito ancora dove vado, con chi, come mai, e con quale scopo.
Per farla breve, non ho capito niente.
E voi?
2008-12-15
Eh si, passerò il capodanno a Madrid. Bellissimo.
Baci.
2008-12-07
Adoro Kenny G, e il sassofono. Ti rilassa. Anche nei momenti strani come questo.
Baci.
2008-12-07
Spesso viene fuori che sono italiana. E’ bello essere italiani. Ti prendono per il culo per Berlusconi, ma tutto sommato ti vogliono bene.
Ci considerano bravi nella moda e nel cibo, ricchissimi di storia, male organizzati ma in grado comunque di goderci la vita.
In realtà, tutto questo è una visione distorta, e vecchia, degli italiani in Italia.
Gli italiani si stanno trasformando, stanno perdendo quella forte identità che li caratterizzava nei decenni passati, per abbracciare qualcosa di più internazionale, più piatto, meno pittoresco.
Rimane, tuttavia, quella socialità, quello humour, quel particolare modo di fare che tanto mi piace, e che tanto piace agli stranieri. Ricordo due mesi fa, in una trattoria dalle parti di Arezzo, a cena con alcuni amici: arriva il cuoco, classico panzone baffuto con grembiule a quadretti (ci stava benissimo anche in una osteria romana), e ci dice LUI quello che mangiamo. Non perde tempo, non ci lascia scegliere. Dice: “Allora signori, che vi porto? Una bella matriciana, che oggi è speciale? Si? Bene, ci mettiamo anche del vinello rosso e per secondo, bistecca e spinacioli”. Punto. E noi, affascinati, accettiamo senza fiatare.
Ecco, una cosa così non succede spesso fuori Italia. Siamo ancora “rustici”, siamo ancora in grado di esercitare la nostra personalità. Quello che ricordo degli Stati Uniti, ad esempio, è che tutti si sforzano di essere perfetti, di uniformarsi. E hanno ragione: loro non sono in grado, senza regole e schemi precisi, di esssere efficaci.
A volte è proprio bello essere italiani. Il solo pensarci mi fa sentire quasi a casa.
Però ho paura: credo che l’italianità stia scomparendo, piano piano. Abbiamo una grande ricchezza, e la stiamo barattando con il conformismo.
Mi manca l’Italia, mi mancano i miei amici italiani. Natale e capodanno a Madrid… ma poi voglio tornare. Mi manca Roma, mi manca Napoli, e Palermo. E Venezia.
Sto sorridendo, ora. So che presto ci incontreremo di nuovo.
Baci.
2008-12-04
Sono scazzata. Poca voglia di fare poco e niente.
Rifletto tanto. Vivo molti momenti da sola.
La vita è una cosa strana, dopotutto. Ti fai in quattro per capirla, fatichi, cambi, viaggi, rinunci, ami, e dopo anni, forse ti fai convincere dalla tentazione che è tutto molto più semplice di quello che credevi.
Adoro le cose semplici. Le persone semplici.
Forse nella vita serve una missione, un gancio che ti traina e ti fa andare avanti, qualcosa che ti spinge a restare, a sforzarti, che ti mette in dubbio ma che poi torna al tuo fianco a farti compagnia.
E poi, ogni momento e ogni persona sono sempre speciali, unici, particolari, indimenticabili. Abbiamo tutti tante cose in comune, eppure vediamo le cose dal nostro unico punto di vista, dalla città in cui viviamo, dagli amici che frequentiamo, dalle nostre ultime esperienze, dai nostri anni vissuti, dai dolori, dagli amori, dalle pazzie.
Credo che non sia possibile compenetrarsi DAVVERO in una persona diversa da te. Puoi condividerne i sentimenti, le sensazioni, le paure, ma non puoi entrare nella sua testa e vedere tutto come lo vede l’altro.
Nemmeno, aggiungo, se leggi il suo blog :)
Non so nemmeno cosa vorrei dirvi, in realtà. Scrivere, a volte, serve proprio per chiarire… Forse sono quella che non è riuscita ancora a capirsi, chissà.
Un bacio.
2008-12-04
Sono tornata pochi minuti fa, è stata una “notte” di lavoro molto intensa.
Non mi va di raccontare, in verità, i dettagli, anche se so che molti di voi lettori sono qui per quello.
Mi va invece di riflettere in questo modo: stanotte ho capito una cosa importante. Nella vita, ogni tanto, bisogna fermarsi e pensare. Cercare di fare il punto della situazione. E quando lo si fa, è meglio scrivere, piuttosto che pensare soltanto. Poi rileggere dopo un mese, e capire tante cose in più.
Fatelo. Per me ha funzionato.
2008-12-02
Un cane che abbaia, in lontananza. Luci soffuse. Sera. Anzi, notte. Motorini che passano, trasportando loschi figuri.
Ti svegli il giorno dopo, e capisci tutto quello che non avevi afferrato subito.
Cominci anche a capire le persone. Sono semplici, in realtà. Più ti immedesimi, e più sono semplici. E’ forse questo, il segreto dell’attore.
Un cornetto caldo, ripieno di Nutella ma non troppo; lo intingi nel caffè, forte e abbondante; doppio, diresti.
Che buono.
Di solito, a questo punto prendevi la borsa e ne estraevi le sigarette. Ora non più. E ti chiedi: ma quanto ero stupida, prima.
In realtà, sei la stessa stupida di prima. Sono gli occhi, che sono cambiati. Il modo in cui vedi le cose.
E proprio questo succede a tutti noi, specialmente quando cambiamo le cose. Quando ci trasferiamo. Quando cambiamo lavoro, amante, sposo, amici. Crediamo di essere cambiati tanto… In realtà, siamo sempre gli stessi.
Ma il punto è che la nostra personalità cambia in base a come vediamo il mondo, e quindi cambiare punto di vista cambia anche come ci comportiamo con gli altri, all’esterno.
Ma dentro… Siamo sempre noi stessi.
Il che, a volte, fa paura.
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