La notte più importante

2009-01-16

E’ mattino, e sono appena tornata a casa.
Ho appena passato la notte più importante della mia vita.
Ieri mi chiama un amico, che si trova qui a Madrid per un breve viaggio di lavoro. Chiamiamolo Alessio.
Mi chiede se voglio uscire a cena con lui, e accetto.
Mi sento strana, stranissima. Alessio è una persona unica, per me, una persona che rappresenta un sogno impossibile, un ideale, un romanzo.
Conosco Alessio da oltre dieci anni, e da quando lo conosco ha sempre esercitato in me un grande fascino.
E’ la persona più intelligente che conosco. E’ attraente, ma la sua bellezza è ordinaria. Diventa straordinaria quando la unisci alla profondità del suo carattere. E’ così intelligente che si trova a disagio con molte persone, e ha vissuto molti anni poco felici perchè non ha trovato una compagna alla sua altezza.
E’ in gamba. Dopo la laurea, ha lavorato per qualche anno nel nord italia, facendo una carriera brillantissima, poi ha deciso di tornare a casa e lavorare nell’azienda di famiglia, dove è diventato una specie di vice presidente. Si, è facoltoso, ma non in maniera evidente: è molto umile, e non dà troppa importanza al denaro. E’ anche uno difficile, uno con cui se ci parli, non è detto che riesci a stabilire facilmente un rapporto.
Da quando conosco Alessio, ho sempre avuto un debole per lui. Anche quando ero fidanzata e innamorata di altri, ogni volta che incontravo Alessio mi si scioglieva il cuore. Lui rappresentava per me l’ideale di uomo: intelligente, attraente, affascinante.
Un giorno decisi di farmi avanti, e lo invitai ad uscire con me. Non fu una grande idea. Alessio era uscito da una storia importante, e non se la sentiva di voler bene a nessun’altra. Io ero un’altra persona, allora: molto negativa, molto pesante, sempre in cerca di definirmi, di affermarmi come persona, soprattutto di fronte ai miei amici. Adesso sono molto diversa. In breve, non gli piacevo. Mi trovava carina, sì, forse attraente: ma finiva lì.
E sapeva benissimo che io non cercavo una avventura sessuale. Dopo un po’ di tempo, Alessio sapeva quello che provavo per lui, e gli amici comuni anche. Alcuni tifavano per me, ma Alessio non si scomponeva. Quando lo incontravo mi sentivo quasi a disagio, non sapevamo di cosa parlare, pensavamo sempre a quello che c’era dietro i nostri sguardi, al debole che provavo per lui, e questo ci frenava. Tutto questo ci impediva di conoscerci, di diventare amici.

Ho avuto Alessio nel cuore, silenzioso, per anni. E’ sempre rimasto lì, a volte nascosto, il pensiero di lui e di quello che poteva diventare per me.
Ero arrivata a desiderare una famiglia, con lui.
Lui, che lo conoscevo appena, che forse ha un carattere poco compatibile col mio, lui che qui, lui che forse, lui che non so. Lui.

Credo che le persone siano fatte così: per quanto una cosa possa non avere senso, se è lì, nel cuore, non si può mandarla via, annientarla.
Tu la spingi sott’acqua e quella riemerge, più forte di prima. Te ne vai, non lo vedi per più di un anno, e quando scopri inaspettati i suoi occhi, il suo viso così dolce, torna tutto a ribollire di nuovo. Quando senti per caso di una sua storia, il tuo petto si gela. Pensi che prima o poi troverà una donna da sposare, che il tuo sogno si infrangerà contro la realtà. Passa il tempo, e tu ti porti dietro questa condanna.

Che strano, provare tutto questo per una persona con cui non hai mai avuto una relazione. Una persona che in fondo non conosci così bene. Che hai idealizzato, probabilmente. Una fissa, qualcuno mi diceva. Hai una fissa, lascia perdere. E poi, quando la sensualità, il corteggiamento svaniscono, rimane quel senso di calma, di silenzio, che ti suggerisce quanto sia difficile che una fiamma rinasca. Se Alessio non è mai riuscito ad amarmi finora, perchè dovrebbe adesso? Se la chimica non è riuscita a scaldare il suo cuore, anno dopo anno, perchè dovrebbe riuscirci proprio ora?
Così, una volta lasciate le mie terre, ho provato a rassegnarmi: Alessio non sarebbe mai stato il mio amore. Il desiderio tornava, e io lo scacciavo. Sapevo di avere questa scheggia di metallo freddo vicino al cuore, e cercavo di farmene una ragione. A volte pensavo ad una mutilata: che prima o poi deve accettare di non avere più quell’arto, quel braccio, quella gamba. Deve accettarlo, e imparare a conviverci. Io stavo facendo questo.

Era strano, anni fa, innamorata di un altro ragazzo, riuscire al tempo stesso a desiderare Alessio. Se Alessio fosse venuto da me, e mi avesse chiesto di lasciare tutto per stare con lui, io avrei accettato senza battere ciglio. Eppure, amavo l’altro ragazzo: ne sono sicura, provavo amore. Ma quando vedevo Alessio, ogni volta mi chiedevo la stessa cosa, e mi rispondevo: si, andrei con lui senza battere ciglio, senza pensarci un attimo.
Che potere immeritato, Alessio. Un potere che io gli conferivo, una strana… malattia, forse, della mia mente. Questa voglia, questa insistenza di fronte ad un qualcosa che non potevo avere.
Mi sono chiesta mille volte il motivo di tutto questo. Ho cercato risposte ovunque, nella filosofia, nelle amiche, nella chimica, nei manuali, nei libri, nelle strade, nel vino, nel fumo, nella distanza, nel freddo, in Sicilia, sotto le coperte, nelle serie TV e nella paura. La risposta vera non c’era. Era il mio corpo, che in silenzio mi metteva di fronte al vero.
A volte pensavo di essere io, la malata. Di avere un serio problema. Di non riuscire ad amare gli altri perchè avevo fissato in me l’ideale, il sogno con Alessio. Altre volte, invece, l’opposto: credevo di essere sana, di vivere una sensazione fortissima, ma naturale, onesta, pura. E che forse certe cose succedono così, e non ci si può fare niente.

Torniamo al presente di ieri.
Esco a cena con Alessio. Mangiamo una fantastica paella al pesce, cucinata sublimamente. Parliamo di noi, del più e del meno.
Mi suona strano che Alessio abbia voluto incontrarmi, in verità. Mi faccio forza e glielo chiedo. Mi risponde pacato che non sa nemmeno lui perchè. Forse, dice, si sente un po’ solo, e aveva piacere di incontrarmi. Mi ha sempre stimato tanto, continua, ha sempre pensato che fossi una bella persona… Ma ha sempre sentito la barriera dei miei sentimenti per lui.
Lo capisco. Annuisco. Riprendiamo a parlare di noi, dei nostri progetti, delle nostre cose.
Beviamo del buon rosso portoghese, e ci rilassiamo un po’. Parliamo per ore, fino alle due di mattina. Non mi sembra vero, riuscire a stare con lui, parlare con lui, senza troppi pensieri, senza altre persone intorno che ci facciano pensare agli altri nostri incontri, impacciati, quasi fasulli, quasi sempre schivi e preoccupati.
Questa sera no, è diverso. Per la prima volta nella nostra vita, ci sentiamo entrambi a nostro agio. Ci sentiamo liberi di essere ciò che siamo, di esprimerci, di aprirci senza timore.

Siamo fuori dal bar, a fumare una sigaretta, al freddo. Le guance rossastre, entrambi con un cappello di lana dolcissimo. Imprigionati nei nostri cappotti, vicini l’uno all’altra.
Alessio, gli dico, so che non capiteranno altre occasioni come questa. Io stasera voglio fare l’amore con te, e domani dirti addio e voltare pagina.
Sei l’uomo più sexy che io abbia mai conosciuto, sei il mio ideale, il mio sogno. Io so che non potrà mai esserci una storia, ma stasera voglio che tu sia mio, e voglio che io sia tua.

Alessio, mi guarda. Si commuove, piange. Si toglie un guanto, io tolgo il mio e lui mi stringe la mano, scaricando su di me un brivido di paura e tenerezza. Di amore, quasi.
Mi avvicino a pochi istanti dal suo viso, lo guardo negli occhi, chiari alla luce del lampione. Ci guardiamo per anni.
Mi lascio baciare, infinita ed estasiata. Sento il mio corpo prendere fuoco, bruciare come una fiamma rossa e potente.

Passano dei minuti e ci troviamo nella sua camera d’albergo. Una piccola luce accesa, il resto nella penombra.
Le nostre labbra si cercano, si baciano, si inseguono, si mordono. So che sarà solo questa notte, so che durerà un solo istante, ma voglio perdermi e donarmi a lui, ogni goccia e ogni petalo del mio corpo.
Ci spogliamo l’un l’altra, ci abbracciamo. Sussurro lamenti erotici, fantasie primordiali. Ho voglia di essere penetrata, ho voglia di succhiartelo, ho voglia che mi entri dentro, che spingi, che mi prendi, che mi conquisti, che mi sbatti, che mi sculacci. Voglio essere tua, voglio essere la tua preda, la tua fragola. Mi lecca i seni, scende, e mi lecca tra le gambe. Sto morendo di piacere, e ho quasi le allucinazioni. Sono in estasi. Mi dimeno, e in un attimo sono sopra di lui. Mi accovaccio sulle gambe, e glielo prendo in bocca, bagnandolo copiosamente con la mia saliva.

Mi sento strana, è tutto così diverso. Mi viene in mente il mio lavoro, i miei clienti, e mi sembra quasi che quello che sto facendo non l’abbia mai fatto a nessuno. La bocca, la lingua sono le stesse. La mano che afferra il suo pene e lo muove come uno stantuffo, o l’altra che stringe e gioca con i suoi testicoli, sono sempre le stesse. Eppure dentro di me sento che tutto questo non l’ho mai fatto a nessuno. Suona ipocrita, forse, ingenuo. Ma io sento questo.
Si eccita da morire, e ansima come un toro.
Mi drizzo seduta, e ci baciamo di nuovo. Il suo collo, i suoi capezzoli, le sue spalle forti. Mi stringe, e mi sdraia di fronte a se. Pénetrami, entrami dentro, dico. Mi loda, mi dice quanto gli piace, quanto si sente coinvolto. Mi seduce con le dita, poi si china su di me, scivola in avanti col suo corpo, e all’improvviso sento il suo membro, caldo e bagnato, entrare dentro di me. Dapprima leggero, quasi in punta di piedi, dolce, docile ma ferreo. Poi ad ogni movimento acquista vigore, velocità, momento. Spinge più in fondo, e il suo corpo ne segue i movimenti. Io lo assecondo, lo tiro, lo prendo per i fianchi e lo spingo verso di me. Sono persa. Felice come mai una donna possa essere.
I nostri corpi caldi iniziano a sudare, e si sfregano l’uno con l’altro, mentre lui si muove dentro di me con sempre più forza. Sento un’onda gigantesca montare dentro di me. Sta arrivando, dico. Sto venendo.

Lui accelera, raggiunge un ritmo frenetico, pazzo, come un treno in corsa, e dalla sua gola emergono brividi di piacere bendati. Con forza e brutalità, con dolcezza e potenza, alza la testa, la spinge indietro e urla al cielo il suo godimento insieme a me, che riesco solo ad aprire la bocca e mugolare l’estasi del momento. Dura millenni, universi e galassie. Lui dentro di me, che mi riempie copiosamente del suo sperma, bollente.
L’attimo dura ancora, e il mio corpo si scioglie, molle, sfinito. Lui rallenta, rallenta, fino a fermarsi, poi si toglie da dentro di me, ci baciamo, e si mette al mio fianco, ansimando come un animale. Sento il suo cuore martellare di gioia.
Mi abbraccia.

Riapro gli occhi, e capisco di aver dormito. Forse pochi minuti, ma so di aver perso conoscenza. Chiama il mio nome e io apro gli occhi e lo fisso, sorridendo.
Dice, credevo che stessi dormendo.
Si, rispondo, Credo anche io. Ero in paradiso. Sorride.
Ci baciamo di nuovo, per lunghi e piacevoli minuti.
Poi entrambi ci addormentiamo.

Mi chiama nel sonno, e mi sveglio di nuovo. Guardo l’ora, sono quasi le sei del mattino. Credo di aver dormito un paio d’ore. Voglio parlare, dice.
Dimmi, dico.
Non è stata una cosa come le altre, mi dice. Si sente diverso. Sente un tremore dentro, un calore.
Anche io, rispondo. Tutto quello che ho represso per anni è tornato, forte più di prima.
Credo di amarti.

Mi guarda in silenzio, senza rispondere. Quasi sorride impercettibile.
Poi si appoggia al cuscino, sguardo al soffitto. Un’ombra lo abbraccia.

Lo so, dico io: ora stai pensando a tutto il resto, e hai paura.
Pensi alle conseguenze, alla vita pratica, a… Alla tua ragazza, o comunque a quella tipa che frequenti.
Ti è piaciuto tutto, si, ma non sai se è solo perchè questa è una notte speciale. Hai paura.
Sai che se andiamo avanti, potresti scoprire di sbagliarti.

Annuisce.
Allora, dico io, non facciamoci illusioni. E’ stato tutto bellissimo, indimenticabile, e lasciamolo qui. Chiudiamolo qui.
Non pensiamo al futuro, non progettiamo nulla.
Nemmeno io so se dopo questa notte cambierà qualcosa, in me. Non so se dopo tutti questi anni, e questi sogni, alla fine mi placherò e scoprirò che era una mia fissa, o che in realtà non ti desidero per sempre.
Lasciamo correre un po’ di tempo. Si vedrà.
Annuisce. mi bacia. Grazie, dice. Sei unica.

Oggi sono passate quasi tre settimane, da quel momento. Non so perchè, ho deciso di prendere queste righe e pubblicarle. Le ho scritte quella mattina, dopo averlo salutato e un buon caffè italiano.
Non ci siamo più sentiti.
Credo sia finita qui.

Non sono esattamente triste.
Semmai, sento un grande vuoto. Sento come se ora sia il momento di ricominciare tutto. Come una nuova vita.
Questo è il mio 2009.

23 comments

  1. non ho idea di che parole usare, né di cosa dirti, solo…che sono felice per il momento che hai vissuto, e che sono triste per il solo momento che hai vissuto…

    davide, January 16, 2009
  2. Sai anche io ho vissuto recentemente (questa estate) la tua stessa identica situazione. Per me lei è quella persona per cui abbandonare tutto se solo aprisse bocca, la persona con cui hai vissuto quella notte favolosa ma sai che non ricapiterà mai più. A differenza di te io e lei ci sentiamo spesso ma sapere che lei non potrà (forse) mai essere mia mi fa stare male. L’amore si sa ci rende stupidi, soprattutto a noi uomini. Spero che la tua nuova vita strappi via quella scheggia fredda dal cuore o perché no la sciolga e la faccia diventare parte di esso, magari da farti vivere felice com vuoi e con la persona che ami.

    Zart, January 16, 2009
  3. Che botta di emozione che mi hai dato, il cuore mi batte forte come se fossi stato lì con te e sto piangendo.
    Con le tue parole hai dato voce a qualcosa che ho dentro, quel cogliere il valore di un attimo affinchè resti per sempre dentro di noi, e lo scorrere del tempo non abbia più significato.
    A me è capitato di vivere un momento così alla fine di una relazione, lei ha preso la decisione di finirla ma entrambi eravamo consapevoli che non sarebbe potuta durare.
    Ma ancora molto innamorato, o con molta paura di rimanere da solo (anche se è pazzesco, ancora adesso nella confusione non riesco a distinguere le cose) ho rubato al tempo che ci stava allontanando dei momenti pieni di emozione e passione, ancora più belli di quando le cose funzionavano.
    Forse non era amore, non so se una delle cose che ho provato nella mia vita fosse amore, ma mi resta quel grande vuoto che descrivi.
    Ma non ho la tua serenità nel vedere che non ci sarà più nulla.
    Non mi basta questa consapevolezza per smettere di cercarla.
    Mi chiedo come fa la gente a dirsi basta, forse perchè si vuole bene, forse se lo impone razionalmente o forse si ascolta soltanto.
    Ora devo ritrovarmi un po’, sto cercando un senso e sono un po’ più indietro di te sulla strada che porta e quella meta.
    Grazie per quello che scrivi.
    Un abbraccio

    linus, January 16, 2009
  4. Voglio dare un po’ di discontinuità con la serietà e la profondità di post e commenti, premettendo che ciò che hai scritto è fantastico…anche se ricominciare da capo senza pensarci più sarà molto difficile presumo…
    considera che quando si prova qualcosa del genere per una persona, spesso è difficile realizzare i propri desideri e riuscire finalmente a passarci dei bei momenti…e quando succede non è mai tutto perfetto, succede sempre qualcosa di strano, di sbagliato…quindi tranquilla…non era amore :)

    unnomeacaso, January 17, 2009
  5. Ciao, se posso darti il mio parere…è da moltissimo che ti leggo….dal tuo primo blog….hai sempre parlato di “pompini” e mi chiedevo chissà come sarà per lei fare l’amore…..devo dire che mi sono messo nei panni di lui…..e non mi sembra che tu abbia fatto l’amore, mi sembra che tu abbia utilizzato la tua grande tecnica di movimenti e di parole, senza metterci veramente il cuore.
    scusami…posso naturalmente sbagliarmi ma volevo dirti la mia impressione….e quello che puoi aver trasmesso a lui….poco amore…una gran scopata.
    scusami ancora

    nero, January 20, 2009
  6. Qualcuno di voi sarebbe in grado di descrivere, il giorno dopo, i movimenti che ha compiuto mentre ha fatto l’amore?
    Sarò strano io, ma mentre leggo e apprezzo lo stile, cerco sempre degli indizi che mi facciano capire se tutto questo è vero oppure no.
    Per ora sappiamo che hai ripreso a fumare e che non usi il preservativo.
    Speriamo mi passi questo periodo da Tenente Colombo… ;)

    lorenzo, January 20, 2009
  7. bèh… una bella testata nucleare di emozioni . il tuo 2009 non poteva iniziare in modo + violento. ora cosa pensi , davvero, di fare?
    ciao

    zamo, January 22, 2009
  8. Sinceramente, non mi importa se quello che hai scritto è vero o no… Sono più in linea con Linus.

    Anche io ho fatto l’amore una sola volta in vita mia, le altre volte è stato solo sesso…
    E il ricordo di quella sera fa ancora bene e male insieme…
    E’ l’emozione più forte, e il vuoto più profondo una volta che non ce l’hai più…
    Non ti servirà a niente saperlo, ma ti capisco… e un po’ ti sono vicino…

    Kriss, January 22, 2009
  9. La strana cosa che mi sta succedendo… è che non riesco più a lavorare. Vorrei fermarmi a Madrid, ma qualcosa mi sta tirando verso di lui. So che sarebbe un errore.

    unoalgiorno, January 23, 2009
  10. Credo tu abbia sbagliato a parlargli in quel modo.
    Le pensavi davvero quelle cose che gli hai detto?
    “meglio rischiare sai, che non concedersi mai..” recita in una canzone Grignani e nella mia vita ho imparato che questa frase è veritiera più volte di quante si possa pensare.
    E questa stessa frase gli avrei sussurrato quella mattina…

    Ti auguro d trovare pace al più presto…
    Un saluto…

    uno qualsiasi, January 23, 2009
  11. Perchè dici che è un errore andare da lui? E se invece è la cosa giusta da fare? Sono d’accordo con la frase citata da uno qualsiasi: “meglio rischiare sai, che non concedersi mai..”, e in amore questo credo che sia più giusto che mai. Devi un po, anzi non un po ma proprio tanto richiare per vedere come anche lui reagisce e per stare anche in pace con te stessa. Con questo spero almeno in parte si esserti stato di aiuto. Lascia Madrid torna in Italia (o mio Dio in certi sensi io resterei li se fossi in te ma sai) e vedi quello che succede. Su dai muoviti :)

    Zart, January 23, 2009
  12. Quello che hai scritto nel tuo lungo post è il tuo vissuto.
    Per te quell’incontro ha avuto un valore speciale ma non puoi sapere cosa è stato per lui.
    Mi ripeto, lo so, ma non riesco a comprendere come si possa toccare il cielo con un dito e poi scegliere di tornare a camminare sulla terra, scambiando la propria scelta per il destino.
    Se davvero quella notte hai volato, datti la possibilità di farlo ancora.
    Onestamente non sarei riuscito a rimanere 3 settimane senza cercare un qualche contatto, anche solo telefonico.
    Se la situazione lo richiede muoviti con cautela ma non rimanere nel limbo del dubbio, più ci pensi e più ti allontani da quella che è la cosa giusta per te.

    “Voici mon secret. Il est très simple: on ne voit bien qu’avec le cœur. L’essentiel est invisible pour les yeux”(Le Petit Prince)

    Ciao

    linus, January 25, 2009
  13. non ho nulla da commentare. Solo segnare il mio passaggio. Per solidarietà forse, per ammirazione, per verità.
    Ho amato con lui te mentre leggevo. E sai già che la vita è stupenda per i colori che riesce a trasmettere agli occhi e anche perché sono gli occhi a decidere se vederli o meno; anche in presenza del buio.

    luca oliverio, January 25, 2009
  14. Universo femminile così diverso che è difficile, da maschietto, provare a dire qualcosa.
    Però credo che un rapporto stabile, fra voi due, non funzionerebbe mai.
    E’ proprio il desiderio, il vedersi poco, l’avvicinarsi e poi l’allontanarsi che crea tutta una certa atmosfera. La vita reale, però, non è così…. credo che anche con lui, forse (e dico forse) dopo che la passione si è consumata. tornerebbe fuori il tuo “io” di prima…..
    No, non stare a tormentarti.
    E’ stata la storia di una notte.
    Ciao

    unparere, January 27, 2009
  15. Noo..non lasciare che finisca tutto cosi.non è un senso neppure questo

    PRL, February 2, 2009
  16. PRenditi quello che vuoi…le cose non ci devono scivolare addosso dobbiamo prenderci quello che meritiamo se lasci affogare in uno stagno i tuoi sogni solo perchè non hai voglia di nuotare non devi più pensarci hai deciso tu così oppure puoi andare avanti e prenderti quello ch meriti lottare perchè quel cambimento che vuoi accada

    …sei tu che devi scegliare sei sempre solo tu che sceglierai …comunque

    db, February 3, 2009
  17. Io, invece, salvo il passaggio dell’indecisione e delle domande di quando pur amando una persona, per qualche motivo nascosto nella tua “pancia” (o se vuoi “anima”) pensavi ad Alessio senza un motivo reale.

    Forse “amare” più persone in maniera forte (ma non identica e non equivalente, solo diversa) è possibile, solo che la nostra educazione e società basate sul controllo (formale) di questi istinti hanno annebbiato questa nostra capacità e - quando la riscopriamo - ci troviamo spiazzati.

    Come sempre grazie per aver scritto qualcosa, cercando di esprimere un’emozione e un concetto, su tutto …

    scomoda-mente, February 4, 2009
  18. [...] un commento » Visto che oggi ci sono riporto un passo che mi è piaciuto molto dell’omonimo post su Uno Al Giorno. Credo che le persone siano fatte così: per quanto una cosa possa non avere [...]

  19. questo è amore. non si può mascherare.

    Paul, February 7, 2009
  20. E’ il più grande ammasso di stereotipi ammuffiti e di stronzate pallose che io abbia mai letto in vita mia.

    faina, March 22, 2009
  21. sono senza parole per tutto quello che mi hai trasmesso…
    è la prima volta che ti leggo e resto basita e meravigliata per la tua capacità di scriverti, non so come tu stia oggi o quello che pensi, quindi non dico niente, ma sappi che mi hai trasmesso molto

    zoe, April 22, 2009
  22. Spero che tu leggerai questo mio commento. Ho trovato ieri sera il tuo blog, e sta mattina ho letto questo post. e la tua storia con alessio è così simile alla mia con un ragazzo, il cui nome è sempre alessio. Solo che noi siamo solo amici, ma in verità non so nemmeno se il nostro rapporto puo’ chiamarsi così…
    Però credo non sia una fissa, ma solo un amore “impossibile”, qualcosa che non sarà mai come ce lo siamo sempre sognato, penso che tra me e il mio alessio non succederà mai nulla di quello che è successo tra voi due, e forse è meglio così, perchè alla fine si rovinerebbe il sogno di una vita.

    Giogina, June 15, 2009
  23. nn ho parole…qllo ke hai scritto è magnifico…hai mai pensato di scrivere un libro?????brava mi dispice cm è finita pensavo ad un finale piu da favola,spero ke adesso ti sia ripresa…ciaooo

    stellina, July 23, 2009

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