2008-11-13
Un salutino a Sergio, che mi segnala questo.
2008-11-08
Sono stata spesso ad Amsterdam, che considero una delle città più belle d’Europa, ma allo stesso tempo uno di quei posti in cui bisogna stare con gli occhi aperti.
Ero molto curiosa di capire come funzionava la prostituzione, e anche io ingenuamente pensavo che per una come me, Amsterdam potesse essere il posto ideale. Avevo anche sentito parlare della Hanky Panky school, una specie di scuola per professioniste del sesso. Pensavo, chissà quanto sono avanti, ad Amsterdam.
Mi sbagliavo. Non di molto, ma mi sbagliavo.
Vi spiego perchè.
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2008-10-28
Era qualche tempo fa, non ricordo nemmeno esattamente se fosse marzo o aprile.
Avevo conosciuto un avvocato in un bar, mi aveva offerto un aperitivo… E aveva iniziato subdolamente a provarci. Mi aveva raccontato di sè, del suo lavoro, del suo studio lì vicino, della sua carriera. Dei tempi moderni, della aridità dei rapporti tra le persone, e altre amenità che ascoltavo di malavoglia.
Fin qui, niente di male. Se un uomo mi ritiene attraente, e se ha voglia di me, può provarci. Poi sta a me decidere se.
Era tardi, saranno state quasi le otto di sera: mi invita a cena.
Replico che non ceno con gli sconosciuti… E che probabilmente lui non stava cercando qualcosa da mangiare.
Si ferma per un momento, e riflette. Capisco di averlo preso di sprovvista.
“Certe cose sono ancora più divertenti di una cena.”, riprende.
“Le cose più belle non sono mai gratuite… Tutto ha un prezzo.”
L’uomo si fa serio, e poi abbozza un finto sorriso.
“Dipende dal prezzo”
“Solo orale, duecento”, sussurro a bassa voce.
“Pagamento anticipato”.
Finisce di bere il suo aperitivo, e mi prende per il braccio.
Lo seguo, e in pochi minuti mi ritrovo nel suo studio. Un bello studio, non c’è che dire.
Apre un cassetto, e tira fuori due biglietti verdi da cento euro. Li prendo.
Ero incazzata, quella sera.
Lo faccio accomodare sulla poltrona, comincio ad avvicinarmi, ad accarezzarlo, e riprendo a parlare.
“Quante sciocchezze mi hai raccontato, prima? Volevi solo portarmi a letto”.
“E infatti ci sono riuscito”.
“Ci sei riuscito solo perchè hai i soldi per farlo… E perchè hai trovato una donna che adora il sesso solo da prostituta”.
Questa cosa, in realtà, non è vera. Ma quando lavoro cerco di dare al cliente quello che vuole. Vuole divertimento, vuole eccitazione, vuole immaginarsi che questa donna attraente, giovane, ben vestita, sia lì non tanto per i soldi, ma perchè non può resistere, e deve prostrarsi e fargli un pompino.
Abbiamo tutti bisogno di autostima, e gli avvocati non sono da meno. Ricordo di un mio caro amico, che andava a letto con decine di ragazze diverse ogni anno. Faceva il PR in una discoteca, le conosceva, faceva loro capire che con lui si andava sul sicuro… E loro, cadevano quasi tutte come pere cotte.
In effetti, è difficile per una donna che desideri solo una avventura, se un certo ragazzo è adatto per quel genere di cose. A volte insistono, ti richiamano, ti assillano. A volte si immaginano chissà quale amore. A volte vedono in te quello che cercano, non quello che sei davvero.
Che strano, il sesso. Tante cose importanti della vita ruotano intorno al sesso. Vediamo le persone diversamente, a seconda se ce le vogliamo portare a letto o meno.
Io ho passato un periodo in cui avevo voglia di fare sesso con chiunque. E’ durato qualche mese. Ero priva di autostima, mi sentivo tristissima, ed essere scopata da uomini diversi mi faceva sentire bella. Gnocca. Arrapante. Al tempo stesso, però, mi consumavo, mi inaridivo.
Tornando all’avvocato, quella sera ero così incazzata che me lo “scopai” con tanta violenza, sempre e solo sesso orale, ma con una insolita ferocia, con parole cattive, con insulti, con movimenti bruschi.
Gli uomini sono strani, quando si tratta di sesso: alcuni si spaventano, di fronte alle emozioni troppo forti; altri si eccitano all’inverosimile.
Vedere una donna, china di fronte a te, che sembra avere una fame selvaggia per il tuo uccello, è un qualcosa che non ti capita spesso. Se sei fortunato, la tua compagna o moglie ti trascina, ti coinvolge, ti fa piacere il sesso insieme. Se invece sei come tanti, ti ritrovi un partner che possibilmente adori come persona, ma che non è la cosa più bella che tu abbia sperimentato a letto.
Ecco, questo è un grande dilemma. Se fai sesso con diverse persone, una di loro sarà la migliore. Quanto è difficile trovare un fidanzato, o marito, che raggiunga quel livello? Già è difficile trovare una persona con cui ci sia una grande intesa. Figuriamoci anche il resto.
E’ pur vero che secondo me la qualità del sesso in una coppia dipende dall’intesa della coppia stessa; tuttavia ci sono persone che non “amano” il sesso, e non fanno nulla per migliorarsi.
Oggi voglio dare un consiglio a voi, che mi leggete: se avete un partner, parlateci. Cercate di capire se gli piace il sesso con voi. Fatelo in maniera sottile, dolce. Oppure, sperimentate qualcosa di diverso, e cercate di interpretare la sua reazione.
E’ importante. La sua collega di ufficio, che magari non scopa da qualche mese, se riesce a portarlo nel magazzino gli fa vedere i numeri da circo. Voi, a casa, con la vestaglia, no.
Sto estremizzando, ma è per farmi capire meglio.
Ma poi, chi sono io per dare consigli di sesso?
Il punto non è: quanto sesso hai fatto. Il punto è: che cosa osservi.
Io sono una grande osservatrice. Quando lavoro, osservo sempre. Se oggi avessi un fidanzato, sarei in grado di farlo godere come nessuna altra ragazza, pur mantenendo la mia dignità. Il motivo è semplice: ho incontrato centinaia di uomini, e ho imparato a soddisfarli bene.
Soddisfarli, e capirli, è fondamentale per evitare i rischi di questo mestiere. Bisogna essere determinate, bisogna mostrarsi sicure di sè, e al tempo stesso, quando si è in ginocchio di fronte a lui, bisogna mostrarsi sottomesse, deboli, affamate di cazzo a più non posso. Questa è la formula che funziona, nel mio lavoro.
Questo lavoro, per quanto insolito, a volte squallido, spesso rischioso, ha un grande lato positivo: ti permettere di capire tante cose delle persone.
Voglio esagerare: qualche mia amica ne trarrebbe grandi benefici, se lo praticasse per qualche settimana. Perdonatemi, è una affermazione così bestiale, così cattiva… Ma io lo dico col cuore: ci sono mie amiche che si fanno mille problemi, problemi che ai miei occhi di “esperta”, passatemi il termine, sono banalità. Vorrei spiegare, vorrei fare esempi… Ma un conto è sentirlo dalla bocca di qualcuna, un conto è viverlo.
La prostituzione come terapia. Si, sto esagerando… Nel senso che, difficilmente qualcuno potrà darmi ragione.
Non è poi vero, in fondo, che qualche volta ci concediamo a qualcuno semplicemente perchè vogliamo essere scopate? Se non ci sono i soldi di mezzo, fa tanta differenza con quello che sto dicendo?
L’unica vera differenza semmai è che io, quando lavoro, accetto il mio cliente anche se non mi va. Soprattutto, quando non mi va.
Fatto sta, che abbiamo tutti una facciata da mostrare, e un cortile in cui coltiviamo le nostre cose: le paure, i desideri, i sogni, i preconcetti. Quando sarebbe bello, qualche volta, invertire i ruoli e vedere l’effetto che fa.
Ho un po’ di confusione in testa, e mi sta tornando una voglia incredibile di fumare, qui a Madrid. Stacco, voglio uscire. E spero di non comprare sigarette. Devo resistere.
Baci.
2008-10-16
Voglio essere onesta, e raccontarvi un po’ di storia.
Perchè onesta? Perchè credo che da una che si nasconde dietro un blog, che non svela la sua identità, che fa la misteriosa, che non si sa nemmeno se è vera o se è tutta una finzione… Beh, almeno aspettarsi un po’ di onestà, no?
E allora vi dico tutto. Pane al pane e vino al vino.
Ho aperto un blog per caso, un paio d’anni fa. Ho studiato informatica, in un periodo della mia vita, e questa malsana idea mi era venuta perchè me la cavavo benaccio coi computer. Ho poi scoperto che c’entra poco l’informatica, intesa come scienza, con il saper usare un PC… E tuttavia, un po’ per osmosi, un po’ per gravità, un po’ per magnetismo, qualcosa mi è entrato in testa. Complice un amico, che è poi lo stesso che mi ha rifatto questo blog, iniziai questa avventura.
Inaspettatamente le persone mi leggevano, commentavano, linkavano. Non l’avrei mai detto.
Per un attimo mi era balenato in mente il dubbio di poter anche essere interessante.
Mi sbagliavo.
Quell’amico di cui sopra, un giorno, mi disse chiaro e tondo: non sei tu ad essere interessante… E’ la fica che vende sempre. Aveva, ed ha, ragione.
Sarebbe curioso fare un tentativo: togliere tutti i riferimenti sessuali, e lasciare il (poco) resto. Quei pochi lettori che ci sono oggi sparirebbero. Ne rimarrebbero forse due o tre, speranzosi di veder riaffiorare un po’ di pelo, prima o poi.
Non temete: non accadrà, il motivo è semplice: mi piace scrivere, e questo è quello che mi piace scrivere qui. Mi piace avere un diario segreto, che tutti conoscono, ma che nessuno associa a me. Mi piace scriverci i miei pensieri, i miei dubbi, le mie idiozie, e le mie notti professionali. Le cose che non direi a nessuno al mondo.
Veniamo all’onestà: non è solo questo, ormai. Mi sono messa in testa che posso avere un blog, scriverlo bene, e piacere a chi mi legge. Voglio mantenere l’anonimato, ma al tempo stesso ho un grande desiderio di potermi esprimere con gli strumenti giusti, e potermi infilare, bagnare, fondere con la vera essenza di internet, che forse non è solo l’essere online, ma è anche il dialogo che si instaura tra la me virtuale, e il pubblico che legge. E quando ti leggono le persone ti senti importante. Ti senti apprezzata, ti senti capita, ti senti meno sbagliata del solito. Forse bloggare potrebbe essere una cura per depressi, chissà.
Non so se mi sono montata un po’ la testa: credo che i blogger professionisti, i veri blogger, siano persone preparate, che faticano, che sudano, che studiano. Non ci si improvvisa blogger, e non credo funzioni la scorciatoia del sesso per accaparrarsi lettori… Una cosa l’ho capita, di internet: le bugie hanno le gambe corte. Il fumo, senza arrosto, sparisce in fretta, e la gente poi scappa.
Ho deciso quindi di dirvi tutto qui, con onestà. Scrivo qui perchè mi piace, scrivo perchè spero di poter avere un pubblico, scrivo perchè mi piace quando questo pubblico reagisce, commenta, linka, insulta, adora. Scrivo perchè questo pubblico cresca. Scrivo, perchè spero che prima o poi CAPISCA.
Questa sensazione è incredibile… E forse è incredibile specialmente per me, che altrimenti non avrei mai modo di condividere certe mie cose con delle persone VERE, nel mondo vero.
Non so cosa ne verrà fuori. Forse tra qualche mese, o qualche giorno, mi stufo di nuovo. O forse tra dieci anni avrò milioni di lettori che leggeranno ogni giorno le mie peripezie… Ammesso che il mio lavoro sarà sempre quello.
E poi, diciamocela tutta: cosa c’è di male nella prostituzione? E’ per questo che io non mi considero una prostituta, non nel senso che intendete voi.
Sarà che, a forza di serate e serate a succhiare cazzi, e scusate il termine, non mi scandalizzo più per la cosa in sè, e riesco a guardarla per quello che è: una prestazione professionale. Di alto, medio, basso livello, non sta a me dirlo… Ma a quanto pare ci sono persone, in giro, disposte a pagare per me, e pagare qualcosa che mi permette di vivere.
Vediamo la prostituzione come qualcosa di schifoso, ma in realtà non lo è, non per partito preso. La prostituzione è illegale… E perchè? Quale è il motivo? Lo sapete, voi? Sapete dare una spiegazione ragionevole? Ne dubito… Ma non perchè siete stupidi: semmai, perchè certe cose le si danno per scontate, e quando ci si trova davanti una lavagna bianca, e zero regole, ci stupiamo del perchè certe cose abbiano sempre funzionato in un certo modo.
In Sudan, la prostituzione riceve la pena di morte. In Ungheria, le prostitute sono lavoratrici in regola, con tanto di sindacato. In Giappone, “darla via” per soldi è reato, ma fare un pompino per soldi è perfettamente legale. In Svezia è legale vendere sesso, ma è illegale comprarlo.
Non vi viene in mente nulla? Non notate le differenze che stridono? Il modo in cui vediamo, e giudichiamo, la prostituzione, è figlio del nostro tempo, della nostra cultura, delle nostre abitudini, e cambia nel tempo con una rapidità incredibile. Quelli che vengono chiamati “usi e costumi”, non sono una cosa definita e stabile, ma anzi fumosa e in continua evoluzione.
Oggi, purtroppo o per fortuna, in Italia la prostituzione è vista come un lavoro umile, svilente, rischioso, ma al tempo stesso i clienti della prostituzione non ricevono particolari condanne sociali. Le donne sono puttane, certo, ma gli uomini invece sono dei gran trombatori.
E’ un discorso lungo, e forse in questo momento è bene lasciarlo freddare. Ne riparleremo in futuro. Ora vado a letto.
Buonanotte.
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