La bellezza è fuori, e dentro

2008-10-14

Nella mia vita ho fatto molte cose, ed una di queste è la modella.
E’ facile, per una ragazza carina e piacente, lasciarsi tentare dal mestiere di modella. Vieni pagata meglio di una cameriera, e ti vengono regalati vestiti costosissimi. Vieni invitata ai “party” esclusivi, e conosci quelle persone che, in teoria, rappresentano il sogno di tutte quelle modelle giovani e desiderose di farsi strada: i ricconi, i nobili, gli imprenditori, i “figli di”.

Quella esperienza è durata poco, e in grossa parte per causa mia: non riuscivo a sfondare. Non avevo la camminata giusta. Non riuscivo a dimagrire quanto sarebbe stato necessario… Anche perchè la ritenevo una stronzata. Sono perfettamente in forma, sono tonica, e non vedo motivi validi per perdere dieci chili e sembrare uno scheletro. E’ una vecchia storia… Ma ancora esistono persone, ragazze, che ci cascano. Mi dispiace molto per loro… Ma è stupido.

Mi viene da ridere a pensare a quella specie di “entourage” che gira intorno al mondo della moda.
Di solito ci sono due o tre uomini, quasi sempre omosessuali, che governano un gruppo di modelle, e questi uomini hanno a loro volta rapporti di affari con altri due o tre uomini, di solito eterosessuali.
Questi ultimi si portano a letto le modelle con una certa frequenza, oppure le usano come biglietto da visita per “fare i fighi”, e diventare delle persone “interessanti da conoscere”. E’ così che ti presentano ai calciatori, ai presentatori, agli imprenditori… O almeno, è così che funzionava a Milano.
In quel breve periodo della mia vita avevo deciso di fare solo la modella, sembrava una svolta… Ma poi è successo qualcosa che mi ha fatto cambiare idea.

Era una sera di novembre, mi sembra. Avevamo finito una sfilata di scarso successo. Ci portano in un locale milanese, di cui ometto il nome.
Eravamo una dozzina di ragazze, in compagnia di una ventina di uomini. I tipi che descrivevo sopra.
Ero stufa di fare la modella. Non mi ci vedevo. Non vedevo nessun futuro di fronte a me.
L’occasione me la dette uno di quei “figli di”. Fa il gentile. Fa il fico. Fa il tosto. Porsche qui. Capri là.

Alla fine decido di metterlo alla prova. Lo tiro in un discorso sulle donne, e sulla prostituzione. Parliamo di come deve sentirsi una donna, lui fa l’accomodante, poi chiedo se ha mai pagato una donna. E lui mi dice di no.
Non gli credo, ma lo stuzzico. Quanto pagheresti, chiedo? Lui prova a dire che una donna veramente bella non ha prezzo. E io insisto. E lui alla fine capisce, mi fa aspettare qualche momento. Parla con un amico… Forse per chiedergli dei soldi in prestito. Torna da me in un minuto, mentre finisco di bere un drink.
Mi guardo intorno: il locale è come tanti, musica alta che ti impedisce di parlare, tutti vestiti da fichi come se i soldi piovessero dal cielo, cocktail costosi e cibo di merda. Luci psichedeliche. Cubiste impossibili.

Diciamo che si chiama Luca. Mi prende per il braccio, e mi dice di venire con lui. Non mi muovo. Gli dico che non ha risposto alla mia domanda. Abbassa lo sguardo, si guarda indietro, poi si rivolge a me. Prende qualcosa nella tasca, e me lo mette in mano. Soldi. Li guardo, lentamente provo a contarli. Ma si, direi che sono abbastanza. Mi prende di nuovo il braccio, e stavolta mi faccio guidare da lui.

Entriamo in uno dei locali dei bagni. Luci basse anche qui. Due tipi si voltano, ma la presenza di una ragazza non li disturba. Si chinano entrambi sui lavandini, e continuano a lavarsi le mani. Un terzo è di spalle, sta pisciando, e tiene una sigaretta accesa tra l’indice e il medio della destra. Ha i pantaloni a vita bassa, e si scorgono delle mutande di Armani. Mi piacciono le mutande di Armani, non so perchè.

Luca mi spinge in un bagno, chiude la porta. Comincia a baciarmi e a toccarmi, ma provvedo subito a raddrizzare la situazione. Lo faccio calmare, gli sussurro qualche frase eccitante, e gli dico che in qualche momento mi chinerò di fronte a lui, e glielo prenderò in bocca. Poi glielo succhierò fino a farlo venire.
Le mie parole lo eccitano, ma è pronto ad obbedire ai miei comandi come un cucciolotto. Lo coccolo per qualche minuto, giocando coi bottoni della sua camicia, slacciandoli uno ad uno, e accarezzandolo vicino al “pacco”, senza mai toccarglielo. Chiedo se sa essere paziente. Mi risponde che non vede l’ora di scoparmi.
E’ carico, ma voglio tirarlo ancora un altro po’. Gli chiedo se pensa di avere un bel culo, e lo tranquillizzo stringendogli una natica con forza, simulando eccitazione. Le natiche sono uno dei punti erogeni degli uomini… Forse perchè non sono abituati ad essere toccati. Chissà.

Gli tiro giù i pantaloni, e gioco con i suoi boxer grigi scuri, tastandolo intorno alla vita. Sono ancora in piedi, mi avvicino con le labbra al suo viso, sospiro in affanno, e mi calo in ginocchio. In contrasto con la lentezza dei primi minuti, compio dei gesti brutali e violenti, tirandogli giù i boxer e prendendogli poi il cazzo in bocca, cominciando a succhiarlo e leccarlo con veemenza.
Sembra già impazzire, ma io rallento di nuovo, e comincio a carezzargli le palle. Parlo, eccitata. Che bel cazzo, è grande, chissà quante donne hai fatto felici. Lui annuisce, ovviamente. In realtà, non ha una gran dotazione, è nella media. E in realtà non sono eccitata, affatto.
Ma so benissimo che molti uomini hanno bisogno di questo tipo di rassicurazioni.

Per un attimo, penso che sto lavorando, e che questo è uno dei lavori più… strani, del mondo. Per non dire altro. Non riesco ad eccitarmi. Non riesco a farmelo piacere, non ora. A volte è successo… Ma non così.

Riprendo a succhiarlo, massaggiandogli per bene le palle, e stringendogli le natiche ogni tanto. Mi prende per la coda dei capelli, e mi spinge verso di lui, con delicatezza. Lo lecco per diversi minuti, avanti e indietro, aiutandomi con una mano attorno alle mie labbra e al suo membro.
Per un po’ perde di tono, sembra quasi afflosciarsi… Non sono io, evidentemente sta pensando a qualcosa che lo preoccupa. Lo faccio tornare durissimo in fretta, stimolandolo con parole zozze e sguardi eccitati, seguiti da movimenti più violenti, e leccandolo in maniera ancora più rumorosa. Qualsiasi cosa fosse… Non è più nei suoi pensieri, per ora.

Sta ansimando. Ha la testa tirata indietro, lo sguardo verso il soffitto, occhi probabilmente chiusi. Vienimi in bocca, gli dico. Mi accontenta in pochi secondi, e mentre continuo a muovermi e accarezzargli i testicoli, sento il liquido caldo che mi inonda la bocca. E’ veloce, e dura poco.
Mi preoccupo di continuare ancora per qualche momento, dandogli il tempo di riprendersi dall’orgasmo. Glielo rimetto nei boxer, lo aiuto a tirare su i pantaloni, e gli dico che ora è meglio che io esca subito, e lui dopo qualche minuto. E’ d’accordo.
Esco dal bagno, attraverso il locale, ed esco del tutto. Decido di incamminarmi verso casa. La zona non è pericolosa, ci sono molte persone in giro, e il tragitto è breve.

Mi rendo conto dell’errore soltanto in quel momento.

Lui sa chi sono, sa per chi lavoro. Può trovarmi di nuovo. Può chiedermi di nuovo di fare una cosa del genere per lui. E io non voglio “legami”, non voglio essere rintracciabile. Ho avuto paura, in passato, perchè qualcuno poteva risalire a me. Non so bene perchè, ma voglio evitarlo a tutti i costi.
Ed è in quella occasione, infatti, che decisi di chiudere con la carriera di modella. Me ne andai pochi giorni dopo, non prima ovviamente di essere ricontattata da Luca che mi cercava “con un suo amico”. Ho preso tempo, e me ne sono andata.

Quella serata, tuttavia, mi ha convinto di una cosa: mai lasciare tracce. Mai.

Nuovo blog

2008-10-08

Era ora, direi. Da oggi ho un nuovo blog. Sono appena tornata dalle vacanze, che tra l’altro sono state tutt’altro che piacevoli… Ma questo è un altro discorso.
Grazie ad un mio caro amico, ora ho questo nuovo blog. Devo ammetterlo: scrivere mi ha permesso di sfogarmi, di confrontarmi, senza espormi. Devo ringraziare tutti i miei (pochi) lettori.

Ho tanta voglia di scrivere, ed ho anche molte cose da raccontare. Ci provo, a fatica, ma ci provo. Questo invece è il blog vecchio.
Un bacio.

Per chi non sa chi sono: meglio. Rimani nell’ignoranza :)

Categories : vario